Ti Lancio da Bergamo 22 ottobre 2026 – Non è soltanto una questione di metri quadrati, ma una ridefinizione profonda dei luoghi in cui prende forma l’innovazione. Il Kilometro Rosso di Bergamo si prepara ad arricchire il proprio parco tecnologico con due nuovi edifici per circa 15 mila metri quadrati complessivi, destinati a ospitare uffici, laboratori all’avanguardia e ampie aree comuni.
A guidare il progetto esecutivo è l’architetto Luca Bombassei, il cui studio firma un intervento pensato per favorire un modo di lavorare aperto, fluido e flessibile, dove la concentrazione individuale e la relazione sociale convivono armoniosamente.
In un contesto dinamico come quello del parco scientifico bergamasco, l’architettura rifiuta ogni tentazione di autoreferenzialità per farsi strumento quotidiano al servizio di ricercatori, imprese e competenze. “Kilometro Rosso appartiene al territorio bergamasco, qui l’architettura deve creare condizioni migliori per lavorare, ma anche per riconoscersi in un luogo,” spiega Luca Bombassei in un recente intervento sul Corriere della Sera. “Si può lavorare in un ufficio, in un laboratorio, ma anche seduti su una gradinata all’aperto, lungo una passeggiata, in uno spazio comune che diventa parte dell’esperienza quotidiana.”
Il nuovo intervento si inserisce in un’area strategica del parco, posizionandosi tra realtà di primo piano come Confindustria Bergamo e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.
Il vero cuore del progetto risiede nella permeabilità degli ambienti: gli edifici sono concepiti come elementi aperti e integrati nel paesaggio, dove piazze, percorsi pedonali e spazi verdi costituiscono infrastrutture di relazione cruciali.
Tra gli elementi più suggestivi spicca la progettazione dei tetti verdi abitabili, attraversati da passeggiate in quota pensate per trasformare le coperture degli immobili in luoghi di incontro, discussione e matching professionale.
L’obiettivo fondamentale rimane quello che da venticinque anni guida la filosofia del Kilometro Rosso: favorire la contaminazione reciproca. Mettendo le persone nelle condizioni di incontrarsi anche in modo casuale, l’architettura crea il terreno fertile in cui nascono le conversazioni non programmate, spesso vere incubatrici delle idee più innovative.
I due nuovi volumi, pur differenziandosi per funzioni e sensibilità estetica, saranno uniti da un preciso filo conduttore: la centralità della tecnologia, il dialogo con la natura circostante e un’attenta misura architettonica.
Per lo studio Bombassei, noto anche per importanti interventi su dimore storiche e restauri complessi, questo progetto rappresenta la dimostrazione di come la cura del dettaglio, della luce e dei materiali possa essere applicata con successo anche alla grande scala e all’edilizia per l’industria 4.0.
L’esito è un’architettura che non genera disordine, ma energia, confermando Bergamo come uno dei poli di attrazione più avanzati d’Europa per la ricerca, la tecnologia e il futuro del lavoro.


Leave a Reply