Cookie Policy Politica. Brasile, Lula presidente, il quarto mandato con tensioni e polemiche - Tilancio

Politica. Brasile, Lula presidente, il quarto mandato con tensioni e polemiche

Politica. Brasile, Lula presidente, il quarto mandato con tensioni e polemiche

Ti Lancio da BRASILIA 26 ottobre 2026  – Con il 51,79% dei voti validi raccolti al ballottaggio, Luiz Inácio Lula da Silva si riconferma Presidente del Brasile, conquistando il suo quarto mandato presidenziale. La vittoria del leader del Partito dei Lavoratori (PT) segna il culmine di una rimonta elettorale spinta da una diffusa mobilitazione popolare e giovanile nelle ultime settimane di campagna.  

Nonostante la proclamazione dei risultati ufficiali, il clima politico rimane teso. Il senatore Flávio Bolsonaro (PL), sfidante al secondo turno e figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, non ha riconosciuto il verdetto delle urne e ha annunciato ricorso per chiedere l’annullamento dell’elezione. L’opposizione contesta in particolare la proroga dell’orario di chiusura di alcuni seggi disposta durante la giornata di voto.  Il Tribunale Elettorale Supremo (TSE) brasiliano e i presidenti di entrambe le Camere del Parlamento hanno confermato la piena regolarità delle operazioni e la validità della vittoria di Lula, respingendo le accuse di irregolarità.

All’indomani dell’esito elettorale, la Borsa brasiliana ha registrato forti perdite (pari a circa il -17%), innescando l’attivazione automatica del circuit breaker per sospendere temporaneamente le contrattazioni e contenere la volatilità finanziaria.

L’Unione Europea si è rapidamente congratulata con Lula per la rielezione, evidenziando la volontà di rafforzare la cooperazione multilaterale, gli accordi commerciali e la tutela del clima.  

Il nuovo esecutivo guidato da Lula si trova ad affrontare numerose principali priorità di governo. Il presidente si confronterà con una maggioranza parlamentare a trazione conservatrice, fattore che richiederà un’intensa attività di mediazione politica per l’approvazione delle riforme legislative. Rimangono centrali l’inasprimento dei controlli contro la deforestazione illegale, il contrasto alle attività minerarie abusive e la protezione delle riserve indigene. Il governo punta al rilancio dei programmi di sostegno sociale e al contrasto alle disuguaglianze economiche nel Paese.

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