Ti Lancio dagli Usa 3 novembre 2026 – I riflettori internazionali sono puntati sugli Stati Uniti per le elezioni di metà mandato (Midterm Elections). Si tratta di uno snodo politico fondamentale: le elezioni di midterm si tengono a metà del mandato presidenziale e servono a rinnovare l’intero assetto del Congresso americano.
Che cosa si vota e perché è così importante?
Nelle elezioni di midterm gli elettori americani sono chiamati a votare per tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti (House of Representatives), 35 dei 100 seggi del Senato, 36 governatori statali e numerose cariche locali e statali.
Il controllo della Camera e del Senato determina la capacità del Presidente di approvare leggi, nomine giudiziarie e manovre di bilancio nella seconda parte del suo mandato.
Il clima della vigilia descrive una sfida estremamente incerta. I sondaggi nazionali e statali indicano margini molto stretti nei principali battleground states (gli Stati chiave).
Come da tradizione, il partito del Presidente in carica affronta la storica resistenza del voto di protesta di metà mandato. Tuttavia, diversi collegi chiave alla Camera e alcune sfide al Senato (in Stati come Pennsylvania, Georgia, North Carolina, Arizona e Wisconsin) rimangono in bilico fino all’ultimo voto.
La mappa della notte in orario italiano: quando chiudono i seggi?
Per chi segue dall’Italia, la notte elettorale si sviluppa lungo tutte le ore notturne tra martedì e mercoledì a causa dei diversi fusi orari degli Stati Uniti. Nota utile sul fuso orario: l’Italia ha già effettuato il cambio all’ora solare a fine ottobre, così come gli USA all’inizio di novembre. La costa Est degli USA (EST) si trova quindi esattamente 6 ore indietro rispetto all’Italia.
Ecco la cronologia dettagliata di chiusura delle urne (in ora italiana): ore 24:00 (mezzanotte) chiudono la maggior parte dei seggi in Indiana e Kentucky. Arriveranno i primissimi dati reali per saggiare l’affluenza. Ore 01:00 arrivano i primi dati pesanti: chiudono i seggi in Georgia (Stato chiave sia per il Senato che per la Camera), South Carolina, Virginia, i primi seggi della Florida e il resto di Indiana e Kentucky. Ore 01:30 urne chiuse in North Carolina (altro campo di battaglia cruciale), Ohio, West Virginia, oltre ai restanti seggi in Florida e New Hampshire. Ore 02:00 un’ondata massiccia di risultati: chiudono la Pennsylvania (uno degli Stati più osservati in assoluto), Alabama, Connecticut, Delaware, Illinois, Maine, Maryland, Massachusetts, Mississippi, Missouri, New Jersey, Oklahoma, Rhode Island, Tennessee e Washington, insieme ai seggi rimanenti in Florida e New Hampshire. Ore 02:30 chiusura seggi in Arkansas. Ore 03:00 i riflettori si spostano sul Midwest e sul Sud-Ovest: chiudono Arizona, Wisconsin, Michigan (tutti Stati bilanciatissimi), Texas, New York, Colorado, Iowa, Kansas, Louisiana, Minnesota, Nebraska, New Mexico, North Dakota, South Dakota e Wyoming. Ore 04:00 si vota fino all’ultimo nel West: chiudono Nevada (molto in bilico), Montana e Utah. Ore 05:00 chiudono i seggi della costa Ovest: California, Oregon, Stato di Washington e Idaho. La California, con la sua enorme quantità di seggi alla Camera, sarà determinante per la maggioranza. Ore 06:00 chiusura urne alle Hawaii. Ore 07:00 chiudono gli ultimi seggi in Alaska (comprese le isole Aleutine). Sebbene i primi exit poll ed elementi orientativi arriveranno già tra la 1:00 e le 3:00 del mattino italiano, l’esito finale della Camera o del Senato potrebbe non essere noto all’alba. A causa del conteggio dei voti per posta (che in Stati come la California richiede diversi giorni) e dei margini d’incertezza nei collegi più contendibili, potrebbero essere necessari alcuni giorni per avere il quadro definitivo di quale partito controllerà il Congresso.


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