A Milano, in occasione degli 80 anni di UCID Lombardia, il presidente reggiano propone un superamento dell’intelligenza emotiva: per guidare il futuro serve il “saper significare”. Vince il mondo interiore
(Ti Lancio dalla Lombardia) Milano 26 febbraio 2026 – C’è un momento in cui la tecnica non basta più e l’efficienza smette di essere una risposta esauriente. Secondo Fabio Storchi, noto imprenditore e presidente di UCID Reggio Emilia, quel momento è adesso. Nel suo intervento per l’ottantesimo anniversario di UCID Lombardia, Storchi non si è limitato a celebrare una ricorrenza, ma ha tracciato il solco di un passaggio culturale epocale: l’approdo dell’imprenditoria alla dimensione spirituale.
La tesi di Storchi è chiara e dirompente: se il Novecento è stato il secolo della tecnica (il saper fare) e i primi anni Duemila quelli dell’intelligenza emotiva (il saper essere), il presente ci impone la sfida del “saper significare”.
Non si tratta di un ritorno a un intimismo astratto, ma di una visione pragmatica e coraggiosa. Per Storchi, la spiritualità è l’evoluzione definitiva della cultura d’impresa: è lo sguardo capace di vedere l’invisibile dietro i numeri di un bilancio. È il primato della vita interiore che orienta il discernimento, trasformando il potere del leader in una responsabilità verso il fine ultimo e trascendente dell’operato quotidiano.
Nella visione di Storchi, l’azienda smette di essere un semplice perimetro produttivo per diventare una “infrastruttura sociale” insostituibile. «L’impresa è uno spazio in cui le persone si integrano, convivono e collaborano; un luogo in cui si sviluppa coscienza di sé», ha affermato Storchi.
In questo contesto, il lavoro non è solo sostentamento, ma il terreno dove si incontrano le domande fondamentali sul senso della vita. L’imprenditore, dunque, non è un osservatore del cambiamento, ma un protagonista chiamato a costruire un “patto di comunità” insieme alle istituzioni, radicando l’economia civile nella solidarietà e nella giustizia sociale.
Una sintesi tra Fede e Vita
Il richiamo alla Dottrina Sociale della Chiesa e alla nuova guida spirituale del cardinale Angelo Bagnasco non è formale, ma sostanziale. L’augurio rivolto a UCID Lombardia è quello di rendere operativa la sintesi tra fede e vita. Una sintesi che si traduce in: decidere non solo in base al profitto, ma alla dignità delle persone, superare la gerarchia in favore di una cura reciproca. Generatività: produrre non solo beni, ma coesione sociale e speranza.
Il passaggio proposto da Fabio Storchi è un invito a guardarsi dentro per poter guardare lontano. In un mercato complesso e frammentato, la competitività di un’azienda si misurerà sempre più sulla sua capacità di essere “spiritualmente solida”. Solo una leadership guidata dal mondo interiore può essere autenticamente generativa e capace di orientare il bene comune.


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