Cookie Policy ATTUALITA'. SVIZZERA. ADDIO ALLO ZIO SAM: PERCHÉ MIGLIAIA DI AMERICANI STANNO RINUNCIANDO AL PASSAPORTO (ANCHE A BERNA) - Tilancio

ATTUALITA’. SVIZZERA. ADDIO ALLO ZIO SAM: PERCHÉ MIGLIAIA DI AMERICANI STANNO RINUNCIANDO AL PASSAPORTO (ANCHE A BERNA)

ATTUALITA’. SVIZZERA. ADDIO ALLO ZIO SAM: PERCHÉ MIGLIAIA DI AMERICANI STANNO RINUNCIANDO AL PASSAPORTO (ANCHE A BERNA)

(Ti Lancio dalla Svizzera) Berna 7 maggio 2026 – Voltare le spalle alla propria patria non è cosa da tutti i giorni, specie quando si parla degli statunitensi, popolo visceralmente legato ai propri simboli. Eppure, nel 2026, l’immagine del “sogno americano” sembra sbiadire per molti cittadini residenti all’estero. Lo scenario mondiale, funestato da conflitti, crisi politiche e instabilità energetica, sta spingendo un numero record di espatriati a compiere il passo definitivo: la rinuncia alla cittadinanza.

Un fenomeno che ha ripercussioni tangibili anche a Berna, dove l’ambasciata statunitense è diventata meta di un singolare “pellegrinaggio”. Come riportato dall’Aargauer Zeitung e dal The Guardian, le liste d’attesa nella capitale elvetica si allungano a causa di cittadini americani che arrivano da tutta Europa — persino da Londra, dove l’attesa supera l’anno — sperando in tempi più rapidi per ottenere l’appuntamento fatidico.

In passato, era quasi sempre il portafoglio a dettare la scelta. Oggi, la motivazione è diventata profondamente politica. La polarizzazione estrema degli Stati Uniti, l’eredità delle nomine alla Corte Suprema e il timore di una deriva autoritaria pesano più del risparmio fiscale. «Non voglio far parte di una dittatura», ha dichiarato sinteticamente un cittadino al Guardian, riassumendo una preoccupazione diffusa per la tenuta delle istituzioni democratiche e per una politica estera percepita come sempre più aggressiva.

Chi decide di dire addio al passaporto blu deve però armarsi di pazienza e, soprattutto, di denaro. Sebbene la tassa ufficiale sia scesa a 450 dollari (dai precedenti 2.350), il costo reale dell’operazione, tra consulenze legali e pratiche burocratiche, può facilmente oscillare tra i 7.000 e i 10.000 dollari.

Ma il prezzo non è solo economico. La rinuncia comporta rischi significativi: svantaggi fiscali a vita: La classificazione come “espatriati coperti” può trascinarsi conseguenze tributarie pesanti. Per chi rinuncia, rimettere piede sul suolo americano come semplice turista potrebbe diventare un percorso a ostacoli.

Resta poi lo scoglio insormontabile del sistema fiscale. Gli Stati Uniti, insieme alla sola Eritrea, tassano i propri cittadini indipendentemente dal luogo di residenza. Per i doppi cittadini svizzero-americani, questo si traduce in un incubo burocratico che spesso porta le banche elvetiche a chiudere i ponti, pur di non dover gestire le complesse normative USA.

A peggiorare il clima di incertezza contribuisce una recente modifica legislativa: l’introduzione della registrazione automatica dei giovani per il servizio militare . Sebbene si trattino inizialmente solo di una banca dati, il timore di future convocazioni in un contesto di tensioni geopolitiche globali sta spingendo molte famiglie residenti in Svizzera a tagliare i ponti con Washington prima che sia troppo tardi.

I numeri parlano chiaro: se nei primi anni 2000 le rinunce si contavano in poche centinaia, oggi sono migliaia, con un nuovo picco previsto proprio per la fine di questo 2026. Nonostante la nostalgia per le piccole cose — come raccontano molti ex cittadini cinquantenni — il senso di liberazione prevale sul rimpianto.

Per la Svizzera, questo fenomeno non è solo una curiosità statistica, ma il riflesso di un’incertezza politica d’oltreoceano che ormai produce effetti concreti tra le Alpi, svuotando conti bancari e riempiendo le sale d’attesa di Berna.

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