(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Washington 9 febbraio 2026 – Il Washington Post, lo storico quotidiano di proprietà di Jeff Bezos , sta attraversando uno dei momenti più bui della sua storia recente. Sabato scorso, con una mossa che ha scosso profondamente il mondo del giornalismo americano, il CEO Will Lewis ha rassegnato le proprie dimissioni. La notizia arriva come il culmine di una settimana drammatica, segnata dall’annuncio di licenziamenti che hanno colpito il 30% del personale della testata. Le dimissioni di Lewis seguono mesi di forti tensioni interne e proteste da parte della redazione. Il piano di ristrutturazione aggressivo, volto a tamponare perdite finanziarie stimate in decine di milioni di dollari, non ha convinto né i dipendenti né i lettori più affezionati. I tagli, che hanno decimato le sezioni di cronaca, cultura e tecnologia, hanno sollevato seri interrogativi sulla capacità del quotidiano di mantenere i propri standard di eccellenza editoriale sotto la pressione del profitto a ogni costo.
L’acquisto del giornale da parte del fondatore di Amazon nel 2013 era stato accolto come un salvataggio provvidenziale. Tuttavia, la luna di miele sembra definitivamente finita. Nonostante gli investimenti tecnologici iniziali, il Post ha faticato a trovare un modello di business sostenibile nell’era post-Trump, perdendo una fetta significativa di abbonati digitali.
Oltre ai problemi finanziari, la leadership di Will Lewis è stata offuscata da polemiche riguardanti il suo passato lavorativo nel Regno Unito e accusa di aver tentato di scrivere la copertura giornalistica del quotidiano su vicende che lo riguardavano personalmente. Queste tensioni hanno creato un clima di sfiducia che ha reso la sua permanenza al vertice insostenibile.
Con la partenza di Lewis, Bezos si trova ora davanti a una scelta cruciale. La nomina del successore dovrà non solo ristabilire l’ordine finanziario, ma soprattutto ricucire lo strappo con una redazione allo stremo e recuperare la fiducia di un pubblico che vede nel Washington Post un presidio fondamentale della democrazia americana. È un giorno triste per il giornalismo. Quando una testata di questa portata perde un terzo della sua forza lavoro e la sua guida nel giro di pochi giorni, è l’intero ecosistema dell’informazione a tremare.


Leave a Reply