(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Washington 2 luglio 2026 – La corsa verso la Luna sta per entrare nella sua fase più concreta e industriale. L’amministratore della NASA, Jared Isaacman, insieme al program manager Carlos García-Galán, ha presentato i nuovi piani di finanziamento pubblico-privato e le prossime tappe per la costruzione del Moon Base, il primo avamposto umano permanente posizionato nei pressi del Polo Sud lunare.
Il piano segna un cambio di passo decisivo: non si parla più solo di “esplorare”, ma di gettare le fondamenta infrastrutturali per consentire ad astronauti e scienziati di vivere e lavorare stabilmente sul nostro satellite a partire dal prossimo decennio.
La strategia della NASA continua a poggiare sul coinvolgimento serrato dei partner privati attraverso il programma Commercial Lunar Payload Services (CLPS). Isaacman ha ufficializzato lo stanziamento di nuovi fondi e l’assegnazione di contratti a tre aziende leader del settore aerospaziale per portare a termine quattro nuove missioni robotiche entro la fine del 2028: Intuitive Machines; Firefly Aerospace; Astrobotic.
Queste missioni avranno il compito critico di trasportare sul suolo lunare la strumentazione scientifica e i primi moduli tecnologici necessari a preparare il terreno per i futuri equipaggi umani.
La novità più rilevante è l’apertura imminente dell’Appendix B: Moon Base Demonstrations all’interno del bando NextSTEP-3 Omnibus. Si tratta di una richiesta formale all’industria privata per presentare prototipi, studi di fattibilità e riduzioni del rischio su ben 9 macro-aree, tra cui comunicazioni, logistica e mobilità.
Il primissimo focus di questo bando sarà interamente dedicato ai sistemi di generazione energetica sulla superficie. Sopravvivere e far funzionare i macchinari durante la gelida e buia notte lunare (che dura circa 14 giorni terrestri) è la sfida ingegneristica più complessa per l’agenzia.Durante la conferenza, Isaacman ha condiviso un’importante anticipazione tecnologica per accelerare i tempi e tagliare i costi di sviluppo. Per ovviare ai limiti dei sistemi a energia solare, la NASA sta valutando molto seriamente di riutilizzare l’architettura collaudata dei rover marziani Curiosity e Perseverance.
Il progetto, battezzato PROMISE (Polar Rover for Observation, Mapping, and In-Situ Exploration), prevede l’invio sul Polo Sud lunare di un grande veicolo alimentato da un generatore termoelettrico a radioisotopi (RTG), ovvero a energia nucleare. “Sopravvivere alla notte lunare è uno dei problemi più grandi”, ha spiegato Carlos García-Galán. “Con questa capacità nucleare, non dovremmo più preoccuparcene. Possiamo modificare gli strumenti di un hardware che abbiamo già in casa e portarlo lassù rapidamente, invece di dare vita a un progetto completamente nuovo.”Le decisioni presentate da Isaacman confermano la profonda ristrutturazione del programma Artemis operata dall’agenzia. Con il recente rinvio dello sbarco umano alla missione Artemis 4 (2028) e la trasformazione di Artemis 3 (2027) in una missione orbitale, la NASA sta concentrando ogni sforzo economico e logistico sulla logica dell’avamposto stabile. La Luna non è più il traguardo finale, ma il laboratorio di test perfetto in cui sviluppare l’autonomia tecnologica necessaria per la vera scommessa del futuro: portare l’umanità su Marte.


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