Cookie Policy Guerra. Russia. Droni ucraini colpiscono i magazzini Wildberries a San Pietroburgo - Tilancio

Guerra. Russia. Droni ucraini colpiscono i magazzini Wildberries a San Pietroburgo

Guerra. Russia. Droni ucraini colpiscono i magazzini Wildberries a San Pietroburgo

Ti Lancio dalla Russia San Pietroburgo 25 luglio 2026 – L’attacco contro il colosso dell’e-commerce russo segna una nuova strategia di Kiev per colpire la catena di approvvigionamento militare e incrinare la narrazione di “normalità” promossa dal Cremlino.

I cieli sopra la capitale culturale della Russia si sono riempiti di alte colonne di fumo nero. Nelle prime ore del mattino, una nuova e massiccia ondata di droni ucraini ha preso di mira i grandi centri logistici di Wildberries, il più importante colosso dell’e-commerce in Russia (spesso definito la “Amazon russa”), situati nell’area di San Pietroburgo e nella circostante regione di Leningrado.

Gli attacchi hanno provocato vasti incendi, in particolare nei poli distributivi di Shushary e Utkina Zavod, costringendo la società a sospendere temporaneamente le operazioni in diverse strutture e provocando ingenti danni materiali.

Per quale motivo Kiev colpisce la “Amazon russa”?

La scelta di colpire l’infrastruttura del principale marketplace privato della Russia non è casuale e risponde a una duplice logica strategica e militare:

 Infiltrazione della logistica militare: Secondo le autorità ucraine, i centri di smistamento di Wildberries e piattaforme analoghe verrebbero utilizzati come nodi logistici informali per lo stoccaggio e la spedizione di componenti tecnologici soggetti a sanzioni occidentali (come microchip, apparecchiature di navigazione e moduli radio) integrati nella produzione di droni e armamenti russi.

 Supporto alle truppe al fronte: Wildberries rappresenta il canale primario attraverso cui organizzazioni di volontari, famiglie e reparti dell’esercito russo acquistano equipaggiamento tattico, droni commerciali, visori notturni e abbigliamento militare.

 Impatto economico diretto: Con oltre un decimo della capacità logistica della rete colpita in varie parti del Paese (da Mosca a San Pietroburgo, fino alla Crimea), le perdite stimate per la merce distrutta ammontano a centinaia di miliardi di rubli, gravando pesantemente sul tessuto dei piccoli fornitori e venditori indipendenti.

Conseguenze politiche e psicologiche

Al di là del danno materiale ed economico, gli attacchi a San Pietroburgo portano il conflitto direttamente nel quotidiano della popolazione civile russa. Per anni, la strategia di comunicazione del Cremlino si è sforzata di mantenere una sensazione di stabilità nelle principali metropoli occidentali del Paese.

L’immagine delle enormi nubi di fumo visibili dai centri urbani e rilevate persino dai satelliti internazionali infrange tale illusione, dimostrando la capacità di Kiev di estendere il raggio delle sue incursioni a oltre 1.000 chilometri dal confine.

Cosa aspettarsi adesso?

L’escalation della cosiddetta “guerra dei droni” sulla logistica civile e industriale indica che la campagna ucraina di attacchi a lungo raggio si sta diversificando. Oltre ai depositi petroliferi e alle raffinerie, l’obiettivo si è esteso alle filiere di distribuzione merci a doppio uso (civile e militare), costringendo la difesa aerea di Mosca a disperdere ulteriormente i propri sistemi di protezione dal fronte verso i nodi economici interni della Federazione.

I droni ucraini su San Pietroburgo e le immagini dei magazzini Wildberries in fiamme evidenziano le tattiche della campagna di attacchi a lungo raggio.


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