Ti Lancio dalla GIRONDA e dalla PENISOLA IBERICA 26 luglio 2026 – L’ondata di calore estremo che sta stringendo nella sua morsa il bacino del Mediterraneo e l’Europa meridionale continua a provocare danni incalcolabili. Tra temperature che superano costantemente i 40 gradi e raffiche di vento secco, la situazione è ormai fuori controllo nel Sud della Francia e in ampie zone della Spagna, dove spaventosi roghi boschivi stanno divorando decine di migliaia di ettari di vegetazione.
Il bilancio umano e logistico dell’emergenza è drammatico: sono oltre 300.000 le persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, resort turistici e interi centri abitati tra la regione francese della Gironda e la penisola iberica.
Nel dipartimento della Gironda, a sud-ovest di Bordeaux, il paesaggio è apocalittico. Colonne di fumo denso e scuro svettano per centinaia di metri, visibili anche dai satelliti. I pompieri locali, affiancati da rinforzi giunti da tutto il Paese e da contingenti europei, stanno combattendo giorno e notte per proteggere i centri abitati e le infrastrutture critiche.
I campeggi storici e i villaggi turistici della costa atlantica sono stati svuotati in poche ore. “Abbiamo dovuto lasciare tutto in dieci minuti. Le fiamme erano letteralmente a ridosso delle case”, raccontano i residenti evacuati d’urgenza verso le palestre e i centri d’accoglienza allestiti dai comuni limitrofi.
Oltre il confine, in Spagna, la situazione non è meno drammatica. Le regioni dell’Andalusia, della Galizia e della Castiglia e León sono flagellate da decine di focolai attivi. Il combinato disposto di siccità prolungata, vegetazione arida e venti mutevoli sta rendendo quasi vano il lavoro dei canadair e delle brigate forestali.
Centinaia di strade sono state chiuse al traffico e diverse linee ferroviarie sono state sospese per motivi di sicurezza. La Protezione Civile spagnola ha definito la situazione “estremamente complessa”, invitando la popolazione alla massima prudenza e a seguire scrupolosamente le indicazioni di evacuazione.
L’Unione Europea ha già attivato il Meccanismo di Protezione Civile per inviare flotte di aerei antincendio e squadre di vigili del fuoco specializzati in supporto ai Paesi colpi. La priorità assoluta resta salvaguardare le vite umane, ma le perdite per la biodiversità, l’agricoltura e il turismo si preannunciano già incalcolabili.


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