Cookie Policy CLIMA. PIEMONTE. L’ESTATE ANTICIPATA TRAVOLGE L’EUROPA: È ALLARME ONU PER IL CALDO RECORD DI MAGGIO - Tilancio

CLIMA. PIEMONTE. L’ESTATE ANTICIPATA TRAVOLGE L’EUROPA: È ALLARME ONU PER IL CALDO RECORD DI MAGGIO

CLIMA. PIEMONTE. L’ESTATE ANTICIPATA TRAVOLGE L’EUROPA: È ALLARME ONU PER IL CALDO RECORD DI MAGGIO

Da Londra a Torino cadono primati storici vecchi di decenni. Il capo del clima delle Nazioni Unite, Simon Stiell: «Questo è un brutale promemoria della crisi in corso. Dobbiamo accelerare l’addio ai combustibili fossili».

(Ti Lancio dal Piemonte) Torino 28 maggio 2026 – Non è ancora giugno, ma l’Europa centro-occidentale si trova già catapultata in uno scenario da piena estate. L’eccezionale e precoce ondata di calore che sta flagellando il continente in questi ultimi giorni di maggio ha costretto scienziati e istituzioni ad aggiornare rapidamente gli annali della climatologia. A dare una veste politica all’emergenza ci ha pensato Simon Stiell, Segretario Esecutivo dell’UNFCCC (l’organismo ONU per il clima), che ha definito le temperature di questi giorni come «un brutale promemoria degli impatti a catena della crisi climatica, sia umani sia economici», esortando le nazioni a sconfiggere con maggiore rapidità la dipendenza da carbone, petrolio e gas.

In Italia, le giornate del 26 e 27 maggio sono entrate ufficialmente nella storia della meteorologia nazionale. Una massiccia cupola di alta pressione ha schiacciato la Pianura Padana, abbattendo decine di primati storici relativi alla terza decade del mese.

Il caso più eclatante è quello del Piemonte: l’Arpa regionale ha certificato una temperatura media a livello regionale di ben 21,9°C, superando il precedente primato del maggio 2009. Città come Torino (34,9°C), Vercelli (34,8°C) e Cuneo (31,9°C) hanno registrato i loro nuovi record assoluti per il mese di maggio. Non è andata meglio in Lombardia, dove la colonnina di mercurio ha sfiorato picchi anomali di 35-37°C (come nel comasco e nell’hinterland milanese).

Il Ministero della Salute ha dovuto attivare i bollettini di allerta arancione e rossa per il rischio bioclimatico in oltre quindici capoluoghi, un livello di stress termico che fino a vent’anni fa era confuso solo con i mesi di luglio e agosto. Se l’Italia scotta, l’Europa occidentale si trova di fronte a una vera e propria anomalia termica, con temperature superiori alle medie stagionali anche di 10 gradi. Regno Unito: il Met Office ha registrato due record storici consecutivi. A Kew Gardens (Londra) il termometro ha toccato prima i 34,8°C e poi l’incredibile quota di 35,1°C, polverizzando primati storici nazionali che resistevano dal lontano 1922 e 1944. Gli esperti britannici hanno definito il valore “eccezionale per il Regno Unito persino in alta estate, figuriamoci a maggio”Francia: il Paese ha vissuto la giornata di maggio più calda dall’inizio delle rilevazioni, con una media nazionale di 24,4°C. Purtroppo, la violenza e l’improvvisazione dell’ondata di calore si sono già portate dietro un costo umano, con le prime vittime accertate per colpi di calore e malori legati all’afa. Anche la vicina Irlanda ha ritoccato il suo record con ben 28,8°C registrati a Shannon.

Gli scienziati concordano sul fatto che eventi simili non sono più classificabili come semplici bizzarrie del meteo. «Sappiamo oltre ogni ragionevole dubbio che ondate di calore così precoci e intense sono rese più probabili e severe dalle emissioni di gas serra», spiegano i climatologi.

L’allarme europeo si inserisce tra l’altro in un contesto globale preoccupante, con l’India che ha appena registrato picchi di 47,4°C e un nuovo report dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) che stima all’86% la probabilità che il quinquennio in corso vedrà l’anno più caldo mai registrato nella storia umana, complice anche l’imminente ritorno del fenomeno ciclico El Niño entro fine anno.

La fiammata di maggio in Europa non è dunque un caso isolato, ma il sintomo tangibile di un pianeta che sta accelerando il suo riscaldamento, costringendo la società e le infrastrutture cittadine a fare i conti con un’estate che non vuole più aspettare il suo turno.

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