Cookie Policy Economia. Germania. Un’"arma di secondo colpo" per l'Europa: Parigi e Berlino chiedono il potere di escludere Paesi terzi dal mercato unico                          - Tilancio

Economia. Germania. Un’”arma di secondo colpo” per l’Europa: Parigi e Berlino chiedono il potere di escludere Paesi terzi dal mercato unico                         

Economia. Germania. Un’”arma di secondo colpo” per l’Europa: Parigi e Berlino chiedono il potere di escludere Paesi terzi dal mercato unico                         

In una lettera a Ursula von der Leyen, Emmanuel Macron e Friedrich Merz invocano uno strumento di tutela immediato contro i partner che distorcono la concorrenza. Nessun nome esplicito, ma il bersaglio è il dumping di Pechino.

Ti Lancio dalla Germania 6 ottobre 2026  – Un’”arma di secondo colpo” per difendere l’economia continentale dalle aggressioni commerciali e dalle distorsioni di mercato. Con una lettera congiunta inviata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno chiesto la creazione di un nuovo e drastico strumento di tutela commerciale. L’obiettivo: consentire all’Unione Europea, nei casi di escalation, di arrivare fino all’esclusione immediata dal mercato unico di Paesi terzi che ostacolano il ripristino di condizioni di concorrenza eque.

L’iniziativa dell’asse franco-tedesco, svelata dalla testata WirtschaftsWoche che ha visionato il documento, punta a dotare Bruxelles di un potere dissuasivo senza precedenti. “Abbiamo bisogno di uno strumento credibile nelle mani della Commissione che consenta risposte decisive e sistematiche (…) fino all’esclusione immediata dal mercato unico, qualora ciò si rendesse necessario”, scrivono i due leader.

Sebbene il testo mantenga un tono generale senza citare direttamente specifici governi, appare evidente che gli occhi di Parigi e Berlino siano puntati sulla Cina. Pechino è da tempo accusata di inondare i mercati mondiali con esportazioni a basso costo, sostenute da massicci sussidi statali e dalla manipolazione del tasso di cambio.

Nelle intenzioni dei promotori, la misura consentirebbe alla Commissione di contrastare in modo simmetrico dazi, sanzioni o veri e propri attacchi economici diretti a minare il mercato interno. Lo strumento permetterebbe di estromettere dal mercato unico non solo singole aziende ma, nei casi più gravi, interi Stati.

Dal punto di vista procedurale, l’attivazione della misura seguirebbe uno schema pensato per garantire rapidità. Spetterebbe alla Commissione europea lanciare la proposta formale di attivazione. La decisione entrerebbe automaticamente in vigore a meno che una maggioranza qualificata di Stati membri non si opponga attivamente, impedendo così ai singoli Paesi di bloccare l’azione difensiva.

Da Parigi e Berlino filtrano rassicurazioni sul fatto che l’intento non sia quello di fomentare un’escalation globale, bensì di garantire all’Europa “parità di armi” rispetto ai grandi blocchi concorrenti. Gli strumenti tradizionali di cui dispone l’UE — come le indagini antidumping o i dazi difensivi — sono ormai giudicati insufficienti in un contesto in cui gli scambi commerciali vengono sempre più strumentalizzati come armi geopolitiche.

Il tempismo della mossa franco-tedesca non è casuale. La proposta giunge a pochi giorni dalla visita a Pechino del commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, atteso per l’ultima e decisiva tornata di negoziati volta a riequilibrare le relazioni commerciali tra UE e Cina dopo quattro mesi di trattative.

La Commissione europea ha accolto “con grande favore” la sollecitazione di Macron e Merz, definendola “un prezioso contributo al dibattito in corso su come l’UE possa affrontare al meglio i rischi geoeconomici”. Il portavoce al Commercio, Olof Gill, ha confermato che il documento si inserisce perfettamente nella linea di rigore e competitività voluta da von der Leyen. Il tema passerà ora sul tavolo dei Capi di Stato e di Governo in occasione del Consiglio europeo della prossima settimana.

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