Cookie Policy ECONOMIA. PIEMONTE. GALLINA (CCIAA): ‘TORINO CENTRO DEL TRIANGOLO INDUSTRIALE CON MILANO E GENOVA’ - Tilancio

ECONOMIA. PIEMONTE. GALLINA (CCIAA): ‘TORINO CENTRO DEL TRIANGOLO INDUSTRIALE CON MILANO E GENOVA’

ECONOMIA. PIEMONTE. GALLINA (CCIAA): ‘TORINO CENTRO DEL TRIANGOLO INDUSTRIALE CON MILANO E GENOVA’

(Ti Lancio dal Piemonte) Torino 3 ottobre 2024 – Anno 2040, è in corso la “glaciazione demografica”: l’Italia, e soprattutto le regioni settentrionali soffrono un importante calo della popolazione. Le nascite rallentano, così come l’immigrazione; calano i lavoratori e dunque il mercato interno si restringe, gli investimenti rallentano. Non è uno scenario cinematografico ma la previsione, elaborata su dati Istat, di Fondazione Nord Est. Il Nord Italia, secondo lo studio, perderà 2,3 milioni di residenti rispetto all’anno in corso: dai 27,4 milioni di abitanti ne resteranno poco più di 25 milioni. Il Piemonte ne perderà quasi mezzo milione. 
“Sappiamo che Torino sarà particolarmente influenzata da questa tendenza. Il rischio è perdere la dimensione economica raggiunta dall’intera regione. Noi vogliamo invece continuare a giocare in un campionato con le principali città italiane, Milano e Genova soprattutto, e la strada è creare le condizioni per esprimere le potenzialità finora inespresse”. A parlare è Dario Gallina, presidente della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura (CCIAA) di Torino. Che però guarda a un traguardo più prossimo del tenuto del 2040: “La meta della nostra visione strategica è il 2033”. Fra 9 anni, dunque, secondo Gallina, sarà vitale porre Torino al centro dell’Europa per permetterle di esprimere il proprio potenziale come grande città e come centro del triangolo industriale Torino-Milano-Genova. Il capoluogo piemontese è “l’incrocio delle infrastrutture strategiche dei prossimi anni: alta qualità della vita, grande cultura e costo competitivo sia per gli investimenti produttivi che per la vivibilità, con servizi importanti, università e una natura circostante che offre tutte le possibilità, dal mare alla montagna”. 

Lo sguardo va alla Francia, “primo partner commerciale del Piemonte”, che rappresenta – dichiara Gallina – “un asse strategico per lo sviluppo della nostra regione, ma non solo: anche di tutto il nord-ovest, includendo Liguria e Lombardia”. 

Gli scambi Italia-Francia, secondo i dati di ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane ,sono in crescita da 10 anni: nel 2022 abbiamo esportato 62,7 miliardi di beni e ne abbiamo importanti 48,6 miliardi, con una crescita del 20,2% rispetto all’anno precedente. “In particolare, il Piemonte – specifica Dario Gallina – registra un valore di importazioni dalla Francia pari a 4.062,87 milioni ed esporta 5.813,06 milioni. I settori interessanti sono diversi: alta moda, energia, alimentare, telecomunicazioni e grande distribuzione.

Per questi motivi e per contrastare un ristagno di tale rosea situazione occorre puntare sul collegamento, attualmente in fase di realizzazione, tra Torino e Lione. Un’infrastruttura strategica, per Gallina: “Porterà a una capacità di trasporto su ferrovia adeguata, senza trascurare i problemi di sicurezza, come dimostrato dalla frana che sta bloccando la linea verso la Francia e la chiusura per tre mesi del Monte Bianco nei prossimi anni. Lo sviluppo commerciale ed economico del nostro territorio dipende dall’adeguatezza delle infrastrutture; altrimenti, i discorsi di crescita e investimenti rimangono inutili”.

A queste condizioni, e considerando le fragilità e i rischi oggi più che mai evidenti, è di primaria importanza la sostenibilità ambientale: “E’ un aspetto rilevante: trasferire i flussi dalla gomma al ferro migliora l’impatto ambientale, oltre a ridurre i costi e aumentare la competitività dei prodotti del nostro sistema manifatturiero, esportati verso Francia, Spagna e nord Europa. Sicuramente cambieranno gli scenari tra Italia e Francia, in particolare tra Piemonte e Rhône-Alpes, la regione con cui abbiamo più scambi, non solo di merci ma anche turistici. Gli ultimi dati mostrano come il turismo di prossimità tra Italia e Francia, e il turismo francese in particolare, abbiano avuto un peso importante nella crescita del turismo a Torino e in Piemonte”.

Se prima la montagna era un ostacolo alla conoscenza reciproca, sia culturale sa economica, la prospettiva di un collegamento il più possibile green ribalterà gli scenari. “Ci lavoreremo nei prossimi mesi e anni – assicura il presidente della CCIAA – in attesa di questo importante collegamento. In questo contesto, il ruolo delle camere di commercio e il mio recente incarico come presidente dell’associazione AlpMed, che raggruppa le camere di commercio di Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Sardegna, Provenza francese e Rhône-Alpes, sono importanti per creare iniziative di scambio e maggiore conoscenza, avvicinando i due territori e creando presupposti per la crescita economica dei rapporti transalpini. Questo costituirà una grande opportunità per il Piemonte e Torino, che non sarà più solo il capolinea di una linea ad alta velocità italiana, ma una delle stazioni più importanti al centro dell’Europa, sulle grandi vie di comunicazione da Lisbona a Kiev e da Genova a Rotterdam”.

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