Cookie Policy ENERGIA. PUGLIA. ORSINI, CONFINDUSTRIA: 'I MICROREATTORI NUCLEARI PERMETTERANNO DI RENDERE L’ITALIA COMPETITIVA A LIVELLO INDUSTRIALE'  - Tilancio

ENERGIA. PUGLIA. ORSINI, CONFINDUSTRIA: ‘I MICROREATTORI NUCLEARI PERMETTERANNO DI RENDERE L’ITALIA COMPETITIVA A LIVELLO INDUSTRIALE’ 

ENERGIA. PUGLIA. ORSINI, CONFINDUSTRIA: ‘I MICROREATTORI NUCLEARI PERMETTERANNO DI RENDERE L’ITALIA COMPETITIVA A LIVELLO INDUSTRIALE’ 

(Ti Lancio dalla Puglia) Brindisi 29 ottobre 2024 – Da Confindustria, e in particolare dal nuovo presidente Emanuele Orsini (nella foto), viene lanciato l’appello al ritorno al nucleare. L’Italia paga mediamente il 40% in più in Europa l’energia per fare andare le proprie industrie e per tutti gli altri fabbisogni. La competitività passa anche da costi di produzione più bassi e il nuovo nucleare fatto da micro centrali potrebbe essere la soluzione vincente. Durante l’assemblea degli industriali sul tema “Facciamo il futuro” che si è svolta recentemente a Brindisi, il neo Presidente non ha tergiversato e ha sottolineato: “Sul nucleare serve correre e fare presto”.  Da metà settembre Emanuele Orsini sostiene che se il nucleare deve entrare fra il mix delle energie prodotte in Italia perché i tempi rispetto al passato sono cambiati notevolmente e non è più necessario costruire grandi centrali nucleari come in passato che abbisognavano di una grande quantità d’acqua per funzionare e potevano dare eventuali problemi nelle manutenzioni. Ora con le nuove tecnologie, in particolare i microreattori Smr, il nucleare diventa meno pericoloso e particolarmente importante per la produzione di energia pulita, ovvero senza emissione di anidride carbonica. Su questo tema il Presidente di Confindustria ha iniziato la sua battaglia e con tantissimi industriali dalla sua parte con le affermazioni che sarebbe possibile individuare i siti dove installare queste nuove centrali. 

Secondo le ultime ricerche i microreattori producono un quantitativo di energia massimo di 300 MWe (megawatt elettrici), che corrisponde a circa un terzo/un quarto della produzione di un reattore tradizionale, che può arrivare anche a 1500 MW elettrici. Inoltre, sembra che possano erogare potenza per 10-20 anni senza necessità di utilizzare altro combustibile, a differenza delle centrali nucleari normali dove l’alimentazione deve avvenire ogni 3-7 anni. Questo consentirebbe una maggiore sicurezza, un costo inferiore e, se installati vicino ai centri industriali, un utilizzo diretto con meno perdite di trasmissione e trasformazione in energia elettrica, data la produzione di calore ad alta temperatura.

Leave a Reply

Your email address will not be published.