Cookie Policy GIANNOLA (SVIMEZ): 'IL NORD SI STA MERIDIONALIZZANDO' - Tilancio

GIANNOLA (SVIMEZ): ‘IL NORD SI STA MERIDIONALIZZANDO’

GIANNOLA (SVIMEZ): ‘IL NORD SI STA MERIDIONALIZZANDO’

(Ti Lancio dalla Sicilia) Palermo 6 febbraio 2023 – “Il Nord Italia si sta meridionalizzando. E le tre famose locomotive, Emilia Romagna, Veneto e Lombardia, da vent’anni hanno messo la retromarcia e non crescono più come prima, perdono produttivià”. L’analisi è di Adriano Giannola (nella foto), presidente di Svimez, l’associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, che ha innescato una polemica contro l’autonomia differenziata, un tema che sta tenendo banco nella politica e che vede l’alzata di scudi dei governatori delle regioni meridionali.

Guardando i numeri, “il Sud – dice Giannola – sono le ultime otto regioni d’Europa, ma le Marche e l’Umbria sono già Mezzogiorno; la Toscana  lo sta diventando, il Piemonte è sull’orlo di diventarlo in termini di reddito pro-capite inferiore alla media europea, e così il Friuli Venezia Giulia, regione a statuto speciale che ha ancora un reddito medio pro-capite superiore a quello europeo, ma che si sta lentamente avvicinando a questa media”.

L’analisi dell’Europa sul sistema Italia è preoccupante, perché ne esce fuori che è “l’area più vasta di depressione di tutta l’Ue nel Mezzogiorno e gli indicatori economici sono sotto le medie europee. Per cui anche la Lombardia sta perdendo molte posizioni”, continua il presidente di Svimez.
Sta di fatto che le regioni del Nord stanno indietreggiando nei confronti del resto d’Europa, “e questo fa molto arrabbiare le tre regioni che chiedono l’autonomia differenziata dal resto del Paese, legata a questa inconfessabile crisi anche del Nord. Un disperato tentativo per salvarsi, sapendo che l’Italia sta affondando – fa notare Giannola – Un modo di trattenere quello che loro hanno come una rendita finora acquisita con la spesa storica. Questo significa non applicare le leggi che prevedono una sperequazione, cioé risorse procapite simili per la scuola, la sanità, la mobilità, dove lo squilibrio tra Nord e Sud è enorme. Siccome questa spesa è molto sperequata a favore di queste regioni – continua – vorrebbero costituzionalizzare l’autonomia, una sorta di deroga alla legge Calderoli del 2009, che prevedeva i Lep, livelli essenziali di prestazioni sui servizi, e i fondi perequativi per risollevare le regioni più povere, che non sono mai stati realizzati. Oggi, il disegno, di fatto, è una furbata, un tentativo di mettere il carro davanti i buoi: andiamo avanti con la spesa storica, facciamo i Lep ma non li finanziamo. Si capisce bene che questo è solo un dibattito di distrazione di massa”.

La differenza tra Nord e Sud, secondo i dati di Eurostat e Istat sulla spesa pro capite del settore pubblico allargato, quindi non solo lo Stato ma anche le amministrazioni che ricevono indirettamente fondi dello Stato, è di circa tre/quattro mila euro. 

Al Sud, comunque, si nota un certo risveglio, “una vivacità nel Mezzogiorno – avverte Giannola – che però è a macchia di leopardo. Il divario con il Nord è aumentato negli ultimi 15 anni, perché lo Stato ha delegato molto ai fondi europei e ha ridotto di molto la spesa nazionale. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sono soldi che l’Europa ci presta, e in parte ci regala, a condizioni molto precise per i ridurre i divari territoriali e aumentare la coesione sociale”. Da ciò ne deriva che il vero problema è come far ripartire l’Italia, ed è su questo che bisogna aprire il confronto, “perché l’Italia non cresce se non cresce il Sud – conclude il presidente di Svimez – Ma se cresce il Sud (il 30% dello sviluppo del Sud torna al Nord come mercato interno), tutto il sistema si rigenera e diventa più forte. Anche perché oggi è chiaro che la nuova frontiera dell’Europa è il Mediterraneo. E al centro del Mediterraneo c’è la Sicilia. Partiamo dalle regioni che hanno i porti, considerate infrastrutture strategiche. il Mezzogiorno diventi il secondo motore di crescita che si aggiunge a quello ormai molto logorato del resto d’Italia”.
(SALVORI)

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