Ti Lancio dagli Usa 17 luglio 2027 – Lo riporta il The Wall Street Journal. Il presidente Donald Trump ha confermato di valutare un attacco contro il sito sotterraneo di Pickaxe Mountain (noto in Farsi come Kuh-e Kolang), un complesso fortificato situato nel cuore della catena montuosa dello Zagros, in Iran. Secondo le agenzie d’intelligence occidentali, la struttura potrebbe diventare la futura sede delle attività nucleari più sensibili di Teheran.
Tuttavia, penetrare questo bastione d’acciaio e roccia si preannuncia un’operazione decisamente più complessa e rischiosa rispetto ai raid che l’anno scorso hanno colpito i principali impianti nucleari del Paese.
La fortezza sotto il granito. A differenza dei vecchi siti di Fordow o Natanz, parzialmente esposti o situati a profondità che i moderni armamenti possono scalfire, Pickaxe Mountain ridefinisce il concetto di fortificazione:
Profondità estrema: il complesso si sviluppa fino a 600 metri al di sotto di uno strato di solido granito. Geometria difensiva: strutturato con due coppie di tunnel d’accesso pesantemente protetti, il sito è progettato per dissipare l’energia degli urti cinetici esterni.
I limiti degli ordigni USA: surante i bombardamenti del giugno 2025, le forze statunitensi hanno impiegato le potenti bombe guidate GBU-57 Massive Ordnance Penetrator (MOP), comunemente note come “bunker-buster”. Questi vettori sono in grado di penetrare il terreno fino a circa 60 metri: una capacità del tutto insufficiente a scardinare la schermatura naturale di Pickaxe Mountain.
I lavori di scavo nei pressi del complesso di Natanz sono iniziati intorno al 2020. Sebbene il governo iraniano abbia ufficialmente classificato la struttura come un semplice impianto per l’assemblaggio di centrifughe pacifiche, gli analisti temono che Teheran voglia installarvi una linea di arricchimento dell’uranio a scopi militari, al riparo da qualsiasi rappresaglia aerea.
Nelle ultime settimane la tensione è salita alle stelle, complici le dichiarazioni del presidente alla stampa in cui ha paventato l’ipotesi di un “colpo mirato dritto all’ingresso principale” della montagna.
Uno scenario tattico inedito.


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