Cookie Policy IMPRENDITORIA. LAZIO. UNA PROFONDA RIFLESSIONE SUL TEMA DEL LAVORO IN ITALIA: ETICO, CON LA PERSONA AL CENTRO E GIUSTAMENTE REMUNERATO - Tilancio

IMPRENDITORIA. LAZIO. UNA PROFONDA RIFLESSIONE SUL TEMA DEL LAVORO IN ITALIA: ETICO, CON LA PERSONA AL CENTRO E GIUSTAMENTE REMUNERATO

IMPRENDITORIA. LAZIO. UNA PROFONDA RIFLESSIONE SUL TEMA DEL LAVORO IN ITALIA: ETICO, CON LA PERSONA AL CENTRO E GIUSTAMENTE REMUNERATO

(Ti Lancio da Roma) Roma 12 maggio 2025 – Renato Railz, presidente della multinazionale metalmeccanica Eurolls, interviene sul concetto di lavoro, nel senso etico del termine, a pochi giorni dal Primo maggio. ‘Voglio applicare il modello di lavoro etico nella mia azienda, rendendolo chiaro a tutti con questo messaggio, penso che i tempi storici che stiamo vivendo richiedano uno sforzo in questo senso, per noi imprenditori e per i lavoratori’ spiega Railz. ‘La nostra tradizione cristiana valorizza profondamente il lavoro onesto, svolto con impegno e onestà, evitando la pigrizia e la disonestà. Serve considerare il lavoro anche come un servizio al prossimo e contribuire al bene comune, oltre che riconoscere la dignità intrinseca di ogni lavoratore. Un approccio etico al lavoro porta numerosi benefici sia a livello individuale che organizzativo, perché favorisce un ambiente di fiducia, rispetto e collaborazione. I lavoratori si sentono valorizzati e rispettati, aumentando il loro impegno e la loro motivazione. Pratiche etiche, come la responsabilità ambientale, contribuiscono alla sostenibilità dell’organizzazione e del pianeta. Il lavoro etico non è solo un insieme di regole da seguire, ma un modo di essere e di agire che riflette i più alti valori morali nel contesto professionale, contribuendo a un mondo del lavoro più giusto, dignitoso e sostenibile, di cui tanto sentiamo il bisogno’ conclude Railz. 

L’eco del Giubileo dei Lavoratori e degli Imprenditori ha risuonato con forza dopo le parole pronunciate da sua eccellenza monsignor Savino, vicepresidente della Cei, ponendo imprenditori e dirigenti di fronte a un bivio cruciale: costruire una nuova economia che non escluda ma includa,  che non consumi, ma generi, che non sfrutti, ma custodisca. Fabio Storchi, presidente dell’Unione cristiana dirigenti ed imprenditori di Reggio Emilia, a conclusione dell’evento romano, lancia un monito chiaro: ‘in un’epoca di grandi cambiamenti economici, sociali e culturali, gli imprenditori cattolici devono riaffermare con chiarezza i valori fondamentali dell’impresa: la dignità del lavoro, la centralità della persona, la responsabilità sociale, la legalità e la giustizia.  Non è più procrastinabile la scelta tra un’economia civile, orientata al bene comune, e un’economia focalizzata esclusivamente sul profitto. La sfida odierna è chiara: scegliere da che parte stare, con la consapevolezza che la fede e l’azione imprenditoriale sono indissolubilmente legate nella costruzione di un futuro più giusto e sostenibile’. ‘Gli imprenditori cattolici sono chiamati a farsi carico della “croce di una completa revisione dei dogmi economici” che stanno conducendo a una crisi di principi dannosa per l’intera collettività. Questa revisione implica una coerenza radicale: l’adesione all’economia civile non può limitarsi a dichiarazioni di intenti, ma deve tradursi in prassi aziendali concrete, in un impegno costante per il benessere sociale, la tutela dell’ambiente e il progresso della comunità in cui l’impresa opera’ conclude Storchi.

Elena Salda, amministratore di CMS Spa, sottolinea inoltre il valore del lavoro che deve essere sostenibile anch’esso:“Un puzzle complesso a cui mancano molti tasselli e che rendono il fare impresa in Italia una sfida quotidiana, che sempre meno imprenditori hanno voglia di affrontare. Un costo del lavoro alto, pesante per le imprese, ma un reddito dei lavoratori dipendenti sensibilmente penalizzato dal cuneo fiscale come mostra il rapporto 2025 dell’Ocse sulla tassazione dei salari nel 2024: situazione che lascia insoddisfatti datori di lavoro e dipendenti. Inoltre, il fenomeno del mismatch sul mercato del lavoro: da una parte le persone scelgono un lavoro non solo per lo stipendio ma anche, e giustamente, per quanto questo lavoro è allineato con i loro interessi, il loro percorso di studi, la possibilità di conciliare lavoro e vita privata. Dall’altro le imprese, che devono assumere persone con una formazione e competenze in linea con il ruolo da ricoprire e non le trovano: un disallineamento che nasce da lontano, dalla formazione scolastica e universitaria con programmi di studi e laboratori obsoleti, dall’alternanza scuola-lavoro che funziona poco o nulla. Per non parlare dell’enorme differenza del mercato del lavoro tra i distretti del Nord Italia con aziende che cercano lavoratori ma dove il costo della vita è così elevato che non tutti possono permetterselo e il Sud con poche aziende e molti giovani in cerca di occupazione, costretti ad andarsene. E noi cosa facciamo? Parliamo di lavoro un giorno all’anno, in occasione di manifestazioni e concerti. Così temo che il puzzle rimarrà per molto tempo incompiuto”. 
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Resia)

Nella foto: Fabio Storchi, Elena Salda e Renato Railz

Leave a Reply

Your email address will not be published.