(Ti Lancio da Roma) Roma 27 gennaio 2025 – Renato Railz, presidente della multinazionale metalmeccanica friulana Eurolls, annuncia la partecipazione dell’azienda a Expo Manufactura Monterrey, una nota fiera dell’acciaio che si terrà proprio a Monterrey, in Messico dall’11 al 13 febbraio. Railz ha di recente incontrato a Roma, l’ambasciatore in Italia, del Messico, Carlos Garcia De Alba, presso l’ambasciata americana.
L’incontro bilaterale è avvenuto dopo diversi scambi del diplomatico e dell’imprenditore perché Eurolls conta ben due stabilimenti in Messico. Il primo a essere stato aperto è quello che si trova a Monterrey, il secondo, di recente apertura, è operativo a Leon Guanajuato, nell’entroterra del Paese, in una area di industrializzazione emergente.
Gli equilibri geopolitici del Messico stanno mutando. Il Paese sta divenendo sempre più baricentrico ed importante da un punto di vista di sviluppo economico, anche per le aziende internazionali.
Infatti, Monterrey, la capitale del Nuevo Leon nel Messico nord-orientale, è la terza città più grande del paese, rinomata per le sue fiorenti attività industriali e commerciali. Come importante polo economico in Messico, Monterrey ospita numerose aziende da tutto il mondo.
‘Il Messico si trova, in questo momento storico, a ricoprire un ruolo fondamentale nello scacchiere internazionale, e ne abbiamo discusso con l’ambasciatore – ha spiegato Railz -. L’accordo di libero scambio rinnovato tra Unione Europea e Messico, siglato pochi giorni fa, rappresenta una mossa strategica carica di significato. Da un lato, il Messico cerca di rafforzare i propri legami economici con il blocco europeo per dimostrare una certa autonomia rispetto al gigante statunitense. Ursula von Der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha descritto l’accordo come un esempio del potenziale di un commercio aperto e regolato nel promuovere prosperità, sicurezza economica e sviluppo sostenibile. La nostra azienda ha ottimi rapporti con il Messico, e questo incontro non a che sottolineare la forte e salda relazione diplomatica. Pensiamo che il Messico ha una economia molto sana, con un debito pubblico basso’.
Per il governo federale messicano, quindi, nel 2025 il Pil crescerà tra il 2% e il 3%, grazie a ‘un mercato del lavoro solido, consumi privati robusti e livelli elevati degli investiment’». L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha invece tagliato le previsioni dall’1,5% all’1,2% a causa di tre fattori. In primo luogo, la minaccia di modificare il citato Tratado entre México, Estados Unidos y Canadá (T-Mec); poi l’intimidazione migratoria di Trump, che potrebbe incidere sulle rimesse, e infine la profonda riforma della giustizia, che in un primo tempo frenerà gli investimenti. Aspettative al ribasso anche per Moody’s, che ha rivisto la crescita del Pil ’25 dall’1,3% allo 0,6; tra le cause del pronostico, il fattore Trump e la minaccia protezionistica, l’incertezza sugli investimenti delle società statunitensi, e le preoccupazioni per la riforma della giustizia. Sulla stessa linea l’Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), che prevede un modesto +1,2 per cento. Si dovranno poi contrastare sia le eventuali tensioni inflazionistiche, affinché non ci discosti molto dal 3,5% previsto dalla Banca del Messico, sia il prevedibile deterioramento del mercato del lavoro, (in questa fase il tasso di disoccupazione è ai minimi).
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Resia)


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