(Ti Lancio da Roma) Roma 7 giugno 2024 – Ridurre i costi di accesso allo spazio: un obiettivo che può essere raggiunto riutilizzando, più volte, i veicoli spaziali. A sperimentarlo, per la prima volta in Italia, è l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) che finanzia il progetto innovativo del Politecnico di Milano. La ricerca, avviata già da 3 anni, rientra nel progetto AM3aC2A (Approccio Multiscala per la Modellazione di Materiali CMC e UHTCMC per Componenti Riutilizzabili per l’Aerospazio). Sono state sviluppate “termostrutture in compositi ceramici (fibra di carbonio in matrice ceramica) in grado di resistere a elevate temperature (fino a duemila gradi), cioè nelle condizioni tipiche del rientro da missioni spaziali, del volo ipersonico e degli apparati propulsivi”. In breve: si tratta di materiali che permettono la realizzazione di strutture leggere ma estremamente rigide, capaci di resistere a eventuali danni e rotture.
Alla sperimentazione partecipano anche il Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali (Cira), l’Università Federico II di Napoli, l’Istituto di Scienza Tecnologia e Sostenibilità per lo sviluppo dei Materiali Ceramici del Cnr e Petroceramics S.p.A.
(MARIFRE)
Ph credit: PoliMi


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