(Ti Lancio da Roma) Roma 6 maggio 2023 – Crescono, nei numeri e nel fatturato, le imprese a controllo estere attive in Italia. Secondo l’Osservatorio Abie (Advisory board investitori esteri) di Confindustria si tratta di 15631 aziende. Gli addetti impiegati ammontano a 1,5 milioni. Il fatturato di questa costellazione industriale ha raggiunto nel 2022 quota 548 miliardi, con un valore aggiunto pari a 122 miliardi.
Per il terzo anno, l’Osservatorio che Confindustria segue insieme all’ Università Luiss ha compiuto un’indagine completa che è stata presentata per la prima volta in un meeting dell’Abie.
Rispetto al totale delle imprese italiane, i marchi stranieri rappresentano l’0,4% ma realizzano il 19% del fatturato (e il 16,5% del valore aggiunto). Gli impiegati, rispetto a quanti sono assunti dal Made in Italia, rappresentano l’8.8%.
Le esportazioni del comparto straniero sono cresciute del 21%. Si tratta – si legge nel rapporto – “dell’incremento più alto in rapporto a tutte le altre tipologie di imprese che operano nel Paese”. E’ dunque il 32,3% se confrontato con l’export di aziende italiane e il 50,3% dell’import di merci.
Sul fronte Ricerca&Sviluppo, le imprese straniere hanno investito più di quelle nazionali, raggiungendo il livello del 26,5% sul totale. Inoltre, fanno maggior ricorso allo smart working (60% delle aziende) e credono molto di più nella formazione del personale, in particolare per le donne, (praticata da 9 imprese su 10, fra le straniere, rispetto a una media nazionale di 7 su 10).
A proposito delle dimensioni, l’Osservatorio Abie ha rilevato come le imprese a controllo straniero sono più grandi e si articolano in più Paesi, oltre al nostro.
Dal rapporto, infine, emerge l’impegno delle imprese a capitale estero “sul fronte delle nuove sfide legate alla sostenibilità ambientale, economica e social, e possono essere dei partner strategici per la crescita della competitività dell’Italia”.


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