(Ti Lancio da Roma) Roma 22 giugno 2023 – Il telescopio spaziale Ixpe della NASA ha fornito un dato cruciale sulla “vita” dell’ormai famosissimo buco nero Sagittarius A*, il primo del quale abbiamo avuto l’immagine, nel 2022.
Si sarebbe “attivato” all’inizio del 1800, epoca recentissima in campo astronomico, per inghiottire vicini oggetti cosmici. Per poi riaddormentarsi dopo circa un anno.
La scoperta, appena pubblicata su Nature, è basata su dati che hanno permesso le stime di luminosità e bagliore e hanno chiarito i processi fisici che hanno “risvegliato” il buco nero al centro della nostra galassia. Il fenomeno è stato causato da gas e detriti cosmici intorno al “gigante addormentato”.
Il telescopio Ixpe (Imaging X-ray Polarimetry Explorer) è realizzato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Grazie a una innovativa suite di rilevatori, sviluppati con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) sta inviando numerose informazioni su oggetti astronomici finora mai osservati.
Sagittarius A* si trova a 25mila anni luce dalla Terra, nella costellazione del Sagittario, appunto, e possiede una massa stimata milioni di volte quella del Sole.
(MARIFRE)

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