(Ti Lancio dalla Lombardia) Varese 31 gennaio 2024 – Pirati davanti alle coste della Somalia, lancio di missili e droni nel Mar Rosso da parte degli Houthi hanno reso la navigazione commerciale insicura. Quasi tutte le compagnie marittime hanno deciso di evitare il passaggio nel canale di Suez (nella foto) e circumnavigare l’Africa con tempi e costi che volano alle stelle. La Camera di Commercio di Varese ha lanciato l’allarme sui costi di questa crisi che intanto vanno dal 110 fino al 170% di aumento delle tariffe dei trasporti senza contare il mese di ritardo che hanno le merci che devono arrivare e partire dall’Italia.
“Una situazione che può avere conseguenze significative – dichiara il presidente della camera di commercio di Varese: Mauro Vitiello – su un’economia, come quella del nostro territorio, che è molto aperta al commercio estero: l’indicatore che maggiormente misura questo aspetto è la propensione all’export (valore dell’export/valore aggiunto per cento) che per Varese è pari al 48% mentre per la Lombardia è al 42% e per l’Italia al 36%. Siamo insomma tra le prime province italiane per capacità esportativa, con un dato pari a 9 miliardi e 929 milioni nei primi 9 mesi dello scorso anno, +2,4% rispetto allo stesso periodo del 2022. Inoltre, le importazioni toccano quota 7,2 miliardi di euro (+1,2%) mentre il saldo commerciale varesino in quello stesso periodo risulta positivo e pari a circa 2,1 miliardi, registrando un aumento del +6,7%. L’auspicio è che, a livello internazionale, si possano trovare al più presto le strategie per disinnescare questa crisi”.
Sono molte le aziende preoccupate per i problemi logistici causati dal mancato passaggio delle navi sulla rotta Suez-Mar Rosso in quanto i maggiori costi del trasporto incidono pesantemente sul prodotto che viene esportato ed il rischio è che si perdano della quote di mercato già acquisite oppure che non si riesca ad aprire nuovi mercati. In alcuni casi come quello di raggiungere l’Arabia Saudita i costi di trasporto i sono triplicati con i tempi di consegna che slittano di settimane per l’allungamento delle rotte. Dal canale di Suez transita il 10% delle merci mondiali, il 30% dei container, il 10% del petrolio mondiale e l8% del GNL a livello globale. Per l’Italia questa via è vitale perché vi transita il 40% dell’export e import di cui abbisogna e sono ben 154 miliardi di euro.
(PARU)

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