Cookie Policy MARCHE. CHIUDONO GLI SPORTELLI BANCARI NELLA REGIONE CON IL RECORD NAZIONALE DI AZIENDE ARTIGIANALI - Tilancio

MARCHE. CHIUDONO GLI SPORTELLI BANCARI NELLA REGIONE CON IL RECORD NAZIONALE DI AZIENDE ARTIGIANALI

(Ti Lancio dalle Marche) Ancona 12 maggio 2023 – Sempre meno sportelli bancari in una regione che ha il record nazionale di aziende artigianali. Alla fine del 2022 erano censite 40.910 imprese e rappresentano quasi il 30% delle imprese presenti in regione quando la media nazionale si attesta al 23,3%. Per gli addetti dell’artigianato manifatturiero su addetti totale imprese con il 10,8%, per quota di occupati nell’artigianato sul totale degli occupati con il 25,2% con la media nazionale che si attesta sul 14,8%.
Se questo dato rappresenta una grande laboriosità diffusa sul territorio dall’altra parte è stata denunciata una continua chiusura degli sportelli bancari presenti in molte province. Secondo un’indagine del Centro Studi Cna Marche su dati Istat, Inail e Banca d‘Italia, risulta un continuo calo dal 2017 alla fine del 2021, del numero degli addetti nel settore tanto che ne è stato perso ben un 10,1% di personale contro una media nazionale che si attesta sul 5,2%. Molto più forte la denuncia della First Cisl, sindacato dei lavoratori bancari, che ha annunciato che molti istituti di credito sono intenzionati a ridurre la loro presenza e nel 2023 se continuerà questa politica la metà dei comuni delle Marche si troverà senza uno sportello bancario.  

I dati pubblici del 31 dicembre 2022 evidenziano che il 15% del territorio marchigiano è stato colpito dalla desertificazione del sistema bancario  e che sono 54mila le persone che risiedono in Comuni dove non c’è alcuna banca, 19mila persone in più rispetto al 2021, mentre sono 4.200 le imprese che hanno sede in Comuni senza sportelli bancari, e sono 1.400 in più rispetto al 2021. Dati sconfortanti  che penalizzano un economia diffusa sul territorio dove esiste una presenza capillare di piccole imprese che hanno bisogno di un supporto finanziario e della possibilità di accedere al credito e a numerosi servizi collegati alle prestazioni economiche che forniscono le banche. In questo caso gli istituti di credito hanno sicuramente messo in conto la redditività che deve essere massima e hanno messo in secondo piano altri aspetti come quello del presidio del territorio e della mutualità che era tipica nel passato dove le banche fungevano anche da effettivo aiuto allo sviluppo di un’economia locale fatta da piccola imprenditoria che ovviamente non può e non deve avere le capacità finanziarie delle grandi industrie.
(PARU)

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