Cookie Policy Materie prime. Guyana e Trinidad & Tobago: la raffineria di Pointe à Pierre è la risposta ai bisogni energetici della regione? - Tilancio

Materie prime. Guyana e Trinidad & Tobago: la raffineria di Pointe à Pierre è la risposta ai bisogni energetici della regione?

Materie prime. Guyana e Trinidad & Tobago: la raffineria di Pointe à Pierre è la risposta ai bisogni energetici della regione?

Ti Lancio dalla Guyana 8 settembre 2026 – Mentre la Guyana continua a registrare ritmi di crescita record nella produzione di greggio grazie ai giacimenti offshore dello Stabroek Block, nel paese persiste un paradosso tipico delle economie emergenti ricche di risorse: l’assenza di infrastrutture locali di raffinazione costringe la nazione a importare il 100% dei prodotti petroliferi raffinati per soddisfare il fabbisogno interno.

Dall’altro lato del Mar dei Caraibi, Trinidad e Tobago valuta il futuro del complesso industriale di Pointe-à-Pierre, la storica raffineria da 140.000 barili al giorno chiusa nel 2018 per perdite finanziarie e carenza di materia prima locale.

L’idea di una collaborazione bilaterale — processare il greggio della Guyana negli impianti di Trinidad — solleva un interrogativo strategico per la CARICOM: si tratta di un’opportunità win-win o di un azzardo economico?

La Guyana sta vivendo un vero e proprio boom economico, ma la totale dipendenza dalle importazioni di benzina, diesel e carburante per aviazione espone il paese alla volatilità dei prezzi globali e a potenziali interruzioni della catena di approvvigionamento.

L’utilizzo di una raffineria regionale garantirebbe a Georgetown un accesso prioritario e stabile ai prodotti finiti, riducendo la vulnerabilità economica e rafforzando la sovranità energetica caraibica.

La raffinazione non è un processo generico, ma richiede un’architettura tecnica specifica in base al tipo di greggio. Il greggio guyanese (Liza crude): si tratta di un greggio dolce e leggero (light sweet), particolarmente pregiato sui mercati internazionali.

La raffineria di Pointe-à-Pierre: configurata storicamente per lavorare miscele più pesanti, la struttura richiederebbe interventi di adeguamento tecnologico e ingenti capitali per essere riattivata dopo anni di inattività.

Dal punto di vista strettamente economico, raffinare in loco o all’interno della regione presenta margini inferiori rispetto alla vendita diretta del greggio leggero a raffinerie complesse negli Stati Uniti o in Europa. La Guyana dovrebbe quindi valutare se i benefici in termini di sicurezza energetica compensino la potenziale perdita di margine commerciale sulla materia prima.

Il trasporto del greggio offshore dalle navi FPSO (Floating Production Storage and Offloading) della Guyana verso Trinidad copre una distanza marittima ridotta, il che rappresenta un vantaggio logistico indiscusso. Tuttavia, l’intesa richiederebbe: un’infrastruttura di stoccaggio e movimentazione ottimizzata a Pointe-à-Pierre. Contratti di trasporto marittimo a medio-lungo termine per la restituzione dei prodotti raffinati alla Guyana e ai mercati vicini.

L’eventuale intesa tra Georgetown e Port of Spain potrebbe assumere diverse forme contrattuali. Accordo di Tolling: la Guyana paga una tariffa fissa a Trinidad per la lavorazione del proprio greggio, mantenendo la proprietà dei prodotti finiti destinati alla vendita o all’uso interno.

Un’integrazione più profonda con la partecipazione di capitale privato internazionale per condividere i rischi finanziari, la manutenzione degli impianti e la distribuzione commerciale.

Affidarsi alla raffineria di Trinidad e Tobago permetterebbe alla Guyana di evitare i costi e i rischi ambientali legati alla costruzione di una nuova grande raffineria nazionale, valorizzando al contempo un asset regionale già esistente.

Affinché il progetto si concretizzi, i due governi dovranno dimostrare che la logica dell’integrazione regionale si sposa con numeri finanziariamente sostenibili e con le strategie delle compagnie petrolifere internazionali operanti nell’area.

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