(Ti Lancio dal Piemonte) Torino 18 aprile 2023 – Tempi duri per i rifugi di alta montagna sulle Alpi del Piemonte. Le scarse precipitazioni nevose stanno mettendo a rischio l’attività di queste strutture e già lo scorso anno sono state registrate delle chiusure anticipate di alcuni rifugi o la diminuzione delle loro attività. “Dopo il Covid è arrivato il problema delle scarse precipitazioni nevose –dichiara Renzo Baccarani che gestisce il rifugio dell’Assietta – che stanno mettendo a dura prova l’attività dei rifugi ad oltre duemila metri che si riforniscono con le acque delle sorgenti di alta quota”.
Il rifugio gestito da Baccarani si trova in Val Chisone, a 2527 m. slm. e resta chiuso nel periodo invernale, ma collabora con il rifugio Selleries che invece è aperto tutto l’anno.

Sono circa 225 i rifugi e i posti tappa censiti nelle Alpi piemontesi e oltre una settantina si trovano ad oltre 2000 metri d’altezza. Secondo alcune stime sono raggiunti da oltre un milione di amanti della montagna nell’arco di un anno. Dal punto di vista del fabbisogno energetico molti rifugi oltre ai pannelli solari utilizzano delle turbine che sfruttano la caduta delle acque delle sorgenti per fornire energia elettrica. “Negli ultimi mesi abbiamo avuto dei momenti di chiusura perché la sorgente che rifornisce il Selleries non forniva l’acqua sufficiente per poter fare andare la turbina, inoltre – racconta Baccarani- per altri periodi abbiamo fornito solamente il servizio pasti e non il pernottamento per carenza di acqua. Quest’anno le nevicate non sono stati abbondanti e il rischio è che molti rifugi ad alta quota si ritrovino a dover ridurre drasticamente le loro attività e a ricorre anche a chiusure anticipate.”
I rifugi piemontesi sono in grado a pieno regime di fornire giornalmente circa seimila posti letto e ottomila posti pranzo. Il cambiamento climatico rischia di mettere in crisi un settore del turismo ambientale che, oltre a garantire tra duemila e tremila posti di lavoro, permette di conoscere e ammirare la bellezza di molte vette e valli delle Alpi piemontesi.

Renzo Baccarani gestisce il rifugio dell’Assietta che è un punto tappa della Strada Provinciale 173 e della vicina Provinciale 172 del Colle delle Finestre che costituiscono lo scheletro portante di una dorsale viaria che collega le valli di Susa e Chisone, una strada in gran parte sterrata che è stata costruita per ragioni militari di difesa dei confini con la Francia a oltre i 2000 metri di quota è una delle strade più alte d’Europa.
Quella che in una guida turistica degli anni ‘60 veniva già magnificata come la “Cavalcata dei Duemila” è percorsa ogni anno da giugno ad ottobre da migliaia di ciclisti, bikers, escursionisti a piedi o a cavallo, oltre da chi ha moto o auto in grado di affrontare la strada sterrata durante alcuni giorni di apertura fissati in un calendario apposito.
Un altro problema a livello energetico segnalato da Renzo Baccarani è che sempre più escursionisti utilizzano le bike elettriche e come spesso succede hanno bisogno di essere ricaricate… “All’Assietta abbiamo un impianto a pannelli solari che permette di rifornire anche alcune biciclette elettriche, però le richieste sono tantissime. E’ stata segnalato questa esigenza ai gestori del Parco e probabilmente verrà installata una colonnina per i rifornimenti a pannelli solari.”
(PARU)
Nella foto di copertina: il Rifugio dell’Assietta, ultimo a destra Renzo Baccarani


Leave a Reply