Cookie Policy Sanità. Mondo. L'OMS invia 70mila dosi di vaccino Ervebo in Congo per contenere epidemia di Ebola - Tilancio

Sanità. Mondo. L’OMS invia 70mila dosi di vaccino Ervebo in Congo per contenere epidemia di Ebola

Sanità. Mondo. L’OMS invia 70mila dosi di vaccino Ervebo in Congo per contenere epidemia di Ebola

Ti Lancio dalla Svizzera GINEVRA 20 agosto 2026  – L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha annunciato l’invio d’urgenza di circa 70.000 dosi del vaccino Ervebo nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). La misura punta a contenere tempestivamente il nuovo focolai di febbre emorragica da virus Ebola confermato nelle ultime settimane nelle province orientali del Paese.

L’operazione, coordinata in stretta collaborazione con il Ministero della Salute congolese e i partner internazionali della International Coordinating Group (ICG) per la fornitura di vaccini, darà il via a una campagna di vaccinazione “a anello” (ring vaccination). Questa strategia prevede la somministrazione prioritaria del siero ai contatti ad alto rischio dei casi confermati e al personale sanitario in prima linea.

 Il vaccino Ervebo (rVSV-ZEBOV), prodotto da Merck & Co., è stato approvato dalle principali autorità regolatorie mondiali ed è specificamente indicato per la prevenzione della malattia causata dalla specie Zaire ebolavirus, la più letale tra quelle conosciute.

I dati clinici delle precedenti epidemie in Africa centrale e occidentale indicano un’efficacia estremamente elevata nel prevenire l’infezione se somministrato tempestivamente. La logistica richiede tuttavia una rigorosa catena del freddo per garantire la conservazione delle dosi a temperature inferiori ai -60 °C, una sfida non da poco nelle aree rurali e con infrastrutture precarie della RDC.  Oltre alla distribuzione delle dosi vaccinali, l’OMS sta inviando sul campo team di esperti in epidemiologia, tracciamento dei contatti, gestione dei casi clinici e comunicazione del rischio per coinvolgere direttamente le comunità locali.

La priorità immediata resta l’identificazione precoce dei casi e la messa in sicurezza delle salme durante i funerali, storicamente uno dei principali veicoli di contagio della malattia. La risposta internazionale punta a soffocare sul nascere l’epidemia, evitando che il virus possa diffondersi verso i grandi centri urbani o oltre i confini nazionali.

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