Cookie Policy SCIENZA. LAZIO. STORIA DELLA SCIENZA: CHI ERA LAURA BASSI, LA PRIMA DONNA A OTTENERE UNA CATTEDRA UNIVERSITARIA - Tilancio

SCIENZA. LAZIO. STORIA DELLA SCIENZA: CHI ERA LAURA BASSI, LA PRIMA DONNA A OTTENERE UNA CATTEDRA UNIVERSITARIA

SCIENZA. LAZIO. STORIA DELLA SCIENZA: CHI ERA LAURA BASSI, LA PRIMA DONNA A OTTENERE UNA CATTEDRA UNIVERSITARIA

Simbolo dell’Illuminismo bolognese e pioniera della fisica moderna, a lei è oggi intitolata l’unica nave rompighiaccio oceanografica italiana.

(Ti Lancio da Roma) Roma 12 giugno 2026 – Il suo nome è oggi associato alle grandi imprese polari grazie alla nave rompighiaccio dell’OGS che solca i mari dell’Antartide, ma Laura Bassi Veratti (1711–1778) è stata prima di tutto una delle menti più brillanti dell’Illuminismo europeo e una figura pionieristica che ha scardinato i pregiudizi di genere nel mondo accademico. È stata la seconda donna al mondo a laurearsi e la prima in assoluto a ottenere una cattedra universitaria ufficiale e uno stipendio per l’insegnamento.

Nata a Bologna nel 1711, Laura Bassi mostrò sin da bambina un intelletto straordinario. Educata privatamente dal medico di famiglia Gaetano Tacconi, apprese il latino, il greco, la filosofia e le scienze naturali. Il suo talento non passò inosservato: l’arcivescovo di Bologna, Prospero Lambertini (futuro Papa Benedetto XIV), ne divenne il principale mecenate, intuendo il prestigio che una simile mente avrebbe potuto portare alla città e alle sue istituzioni.

Il 1732 fu l’anno della sua consacrazione pubblica. A soli vent’anni, dopo aver sostenuto una celebre disputa filosofica dinanzi a una commissione di dotti, ottenne la laurea in filosofia presso l’Università di Bologna. Pochi mesi dopo, il Senato accademico le assegnò una cattedra onoraria di fisica (allora denominata “filosofia naturale”), facendone la prima professoressa universitaria della storia moderna.

Tuttavia, le convenzioni sociali dell’epoca le imponevano forti limiti: non poteva insegnare pubblicamente nelle aule universitarie se non in occasioni speciali e formali, poiché considerata un’attività non consona a una donna. Per aggirare questo ostacolo, Laura Bassi diede prova di grande determinazione: sposò il medico e fisico Giuseppe Veratti – da cui ebbe otto figli – e insieme a lui trasformò la propria casa in un laboratorio all’avanguardia. Qui istituì una scuola privata di fisica sperimentale che divenne un punto di riferimento per studenti e scienziati di tutta Europa.

Mentre l’accademia ufficiale era ancora legata a vecchie teorie aristoteliche, nel suo laboratorio domestico la Bassi diffuse le rivoluzionarie teorie di Isaac Newton sulla gravitazione e sull’ottica, e condusse studi pionieristici sull’elettricità insieme al marito. La sua fama crebbe a tal punto che entrò in corrispondenza con i più grandi intellettuali del tempo, tra cui Voltaire (che la definì “l’onore del suo secolo”), Lazzaro Spallanzani e Alessandro Volta.

Il riconoscimento definitivo arrivò nel 1776, due anni prima della morte, quando l’Istituto delle Scienze di Bologna le assegnò la cattedra di fisica sperimentale, questa volta con pieno diritto di insegnamento e senza le restrizioni del passato.

Oggi, ricordare Laura Bassi significa celebrare non solo una scienziata d’eccellenza, ma una donna che ha saputo coniugare la ricerca di frontiera, l’insegnamento, la maternità e la gestione della propria indipendenza in un’epoca che tendeva a escludere le donne dalla sfera pubblica. Un’eredità pesante e gloriosa, che oggi continua a navigare nei mari della scienza.

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