Con il suo immenso campo visivo e la tecnologia all’avanguardia nell’infrarosso, il nuovo osservatorio della NASA si appresta a svelare i segreti dell’energia oscura, della materia oscura e degli esopianeti.
Ti Lancio dagli Usa 18 settembre 2026 – A seguito del successo del lancio eseguito il 30 agosto con un vettore Falcon Heavy della SpaceX dal Kennedy Space Center in Florida, la NASA celebra un traguardo fondamentale per l’astronomia moderna. Il Nancy Grace Roman Space Telescope (precedentemente noto come WFIRST) è attualmente in viaggio verso il punto lagrangiano L2 — situato a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra — da dove osserverà l’Universo con un’efficienza mai vista prima.
Dedicato a Nancy Grace Roman, la celebre astrofisica riconosciuta come la “madrina di Hubble”, questo telescopio da 4,3 miliardi di dollari punta a rispondere ad alcune delle domande più complesse e affascinanti della cosmologia.
Sebbene il Nancy Grace Roman utilizzi uno specchio primario da 2,4 metri di diametro (delle stesse dimensioni di quello di Hubble), la vera rivoluzione sta nei suoi strumenti ottici. Il telescopio è equipaggiato con il Wide Field Instrument (WFI), una fotocamera a infrarossi da 300 megapixel capace di catturare porzioni di cielo 100 volte più estese rispetto a quelle inquadrabili da Hubble, mantenendo una nitidezza d’immagine straordinaria.
Ove telescopi come il James Webb sono ideali per osservazioni ultra-profonde ma mirate su singole galassie o regioni circoscritte, il Roman agirà come un “grandangolo cosmico”, consentendo di effettuare panoramiche ad alta frequenza e mappature su vasta scala.
La materia ordinaria costituisce solo il 5% circa dell’Universo; il resto è composto da materia oscura (che tiene insieme le galassie) ed energia oscura (responsabile dell’espansione accelerata del cosmo). Il telescopio Roman mapperà la distribuzione e il movimento di miliardi di galassie. Sfruttando la tecnica della lente gravitazionale debole, analizzerà come la gravità della materia oscura devia la luce delle galassie di fondo, consentendo di ricostruire una mappa 3D dell’Universo invisibile.
Grazie all’effetto di microlente gravitazionale, il Roman monitorerà oltre 100 milioni di stelle al centro della Via Lattea. Quando un pianeta passa davanti a una stella di sfondo, la sua gravità agisce come una lente d’ingrandimento provvisoria. Questo metodo permetterà di scoprire migliaia di esopianeti lontani, compresi pianeti rocciosi simili alla Terra e mondi “orfani” che vagano nello spazio privi di una stella madre.
Il secondo strumento a bordo è il Coronagraph Instrument, un dispositivo avanzatissimo progettato per mascherare ed eliminare l’intenso bagliore delle stelle, rendendo visibile la luce flebile dei pianeti che vi orbitano intorno. Servirà da apripista per le future missioni a caccia di vita extraterrestre.
Nelle ultime settimane, i tecnici della NASA e della SpaceX hanno confermato un dettaglio cruciale: grazie all’estrema precisione del lancio e della prima manovra di correzione di rotta, il telescopio ha risparmiato un quantitativo enorme di carburante. Questa efficienza orbitale potrebbe estendere la durata della missione ben oltre i 5 anni nominali, offrendo fino a 22 anni di operatività potenziale per lo studio del cosmo.
I primi dati ufficiali e le immagini ad alta risoluzione del Nancy Grace Roman sono attesi per l’inizio del 2027, promettendo di inaugurare una nuova era per la cosmologia e per la nostra comprensione dell’Universo oscuro.


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