(Ti Lancio dalla Lombardia) Milano 14 novembre 2024 – Sono sorprendenti i dati di una ricerca effettuata da Nespresso in collaborazione con l’istituto di ricerca SWG. I risultati del primo “Osservatorio Partecipativo su Economia Circolare, Impatto sulle Comunità locali e territori. Le opinioni italiane, i bisogni e le prospettive future” hanno fatto emergere che per il 79% degli italiani la sostenibilità non si occupa solo di ambiente ma ha effetti su tutta la qualità della vita. Per questo sono necessarie politiche di consumo e di produzione più responsabili che siano in grado di migliorare la società anche se però il concetto di economia circolare non è considerato risolutivo. Per ben il 62% degli italiani è necessario un cambio di passo nelle pratiche di sostenibilità soprattutto nei confronti delle aziende che devono passare dalle semplici dichiarazioni ad avviare azioni che siano in grado di migliorare la qualità della vita dei territori dove operano.
Nella ricerca emerge una grande sfiducia per quanto riguarda la lotta al cambiamento climatico perché fino ad oggi non si è fatto nulla di effettivamente concreto e il cambio di mentalità è arrivato in ritardo. 6 italiani su 10 sono scoraggiati e pensano che si sia persa la lotta per fermare il cambiamento climatico però al tempo stesso segnalano sempre con percentuali oltre il 60% che le priorità sono la protezione attiva dell’ambiente con attività che riqualifichino e preservino il territorio ma anche l’impegno in progetti di educazione e sensibilizzazione per i più giovani, il finanziamento della ricerca e il sostegno alle associazioni locali che operano in ambito sociale e di solidarietà.
Il direttore generale di Nespresso Italiana, Thomas Reuter, ha affermato che la sostenibilità come cura è al centro delle scelte del gruppo. “Cura che vogliamo generi valore condiviso – sostiene Thomas Reuter- e impatti positivi per le persone e il territorio. Oggi con l’Osservatorio, annunciamo un cambio di passo: vogliamo ascoltare ancora di più le voci italiane, anche delle generazioni più giovani, per capire come possiamo migliorare, non solo come azienda, ma come partner delle comunità in cui operiamo, con uno sguardo rivolto al futuro per creare un percorso condiviso per l’Italia e con l’Italia”. Per dare un’idea dell’impatto ambientale delle capsule del caffè basta citare i dati della raccolta di quelle esauste fatta a Torino nel 2019. Ne sono state raccolte ben 100 tonnellate grazie ad un accordo tra Amiat e CiAl che prevede la raccolta delle cialde conferite dai consumatori presso i punti vendita di Nespresso sul territorio torinese.
(Dispaccio di Ti Lancio di Paolo Ruini)


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