RESIA, MICELLI: ‘VOGLIAMO LA SCUOLA NEL PARCO’

La scuola in montagna «diventa lo strumento per la sopravvivenza delle rispettive comunità», perché «il volere mantenere la montagna friulana viva e abitata non può essere disgiunta dall’offerta scolastica nel Comune di residenza».

Sono le convinzioni fondamentali che hanno mosso i Comuni di Resia e Chiusaforte a stringere un accordo per inoltrare alla Regione domanda di finanziamento per realizzare un nuovo plesso scolastico nel territorio di Resia, a favore dei bambini e ragazzi che frequentano la scuola dell’infanzia, la primaria e la scuola secondaria di primo grado.

Così desiderata dalle comunità locali, questa nuova costruzione ha già un nome: «La Scuola nel Parco», a richiamare le radici di questa istituzione nel meraviglioso Parco delle Prealpi Giulie e della Riserva Biosfera Mab Unesco. L’intervento necessita di un finanziamento pari a 4,859 milioni. Un importo inferiore a quello che sarebbe necessario per mettere a norma antisismica e continuare a gestire e manutenere l’attuale polo scolastico di Resia, costruito subito dopo il terremoto per una popolazione scolastica che oggi non c’è più e rende la struttura sovradimensionata e onerosa.

«Abbiamo provveduto a un’analisi tecnica molto puntuale e circostanziata», sottolinea la sindaca di Resia, Anna Micelli, «prima di giungere alla conclusione che l’uso più attento delle risorse e le esigenze odierne suggeriscono la costruzione di una nuovo polo scolastico, piuttosto che il riattamento dell’esistente». La scelta è stata compiuta con il coinvolgimento della popolazione. «È emersa la conferma dell’interesse da parte della popolazione di proseguire verso una tematizzazione della scuola in chiave naturalistica – aggiunge la sindaca – e di promozione delle peculiarità territoriale, con una proposta formativa di stampo naturalistico stabilmente incorporata nella vita della scuola. Dopo una prima assemblea fatta con i genitori e con la comunità, a settembre 2019, si proseguirà in un percorso più marcato di partecipazione e condivisione, in merito all’offerta formativa che sarà alla base della nuova scuola, con il supporto dell’Università di Udine – cantiere Friuli  -, coinvolgendo le direzioni didattiche di Trasaghis e Tarvisio oltre che le famiglie. Non una scuola fatta di muri ma di contenuti, Verrà siglata a giorni una convenzione in questo senso e si apriranno nuovi fronti di lavoro; appena possibile, verranno organizzati incontri per iniziare questo nuovo cammino».

Con la richiesta di finanziamento, Resia e Chiusaforte hanno inviato alla Regione anche un dettagliato cronoprogramma, che prevede l’esproprio dei terreni già a maggio 2021, l’apertura dei cantieri a maggio 2022 e l’inaugurazione della scuola esattamente un anno dopo.

L’area individuata è una porzione di territorio prossima all’attuale scuola. Il nuovo plesso scolastico si caratterizzerà per rispondere a tutti i nuovi requisiti di sicurezza richiesti ed essere espressione dei migliori saperi costruttivi, in quanto a materiali, impianti, benessere termo-igrometrico, ambientale e pedagogico.

Quanto fu costruito l’attuale plesso, la popolazione scolastica contava circa 180 unità. Ora sono una sessantina e la domanda «se non dovesse esserci una nuova scuola» la comunità se l’è fatta. I bambini piccoli (infanzia e scuola primaria) devono avere la possibilità di andare nella ‘loro scuola’ per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità, i ragazzi della scuola secondaria di primo grado possono così avere occasioni di confronto e apprendimento diverso e da qui nasce l’idea dello scambio con la scuola di Chiusaforte». Con altrettanta convinzione, però si è data la risposta: «Fuori dalla scuola non c’è salvezza – sintetizza la sindaca -. Vorremmo che questo percorso potesse essere visto dall’interno del territorio montano regionale quale occasione di sperimentazione e proposta di redazione di un protocollo educativo applicabile a tutte le analoghe realtà territoriali, anche partendo da realtà vicine, come quelle di Naturpark Volkschule Doebratsch, in Carinzia. Con un’offerta formativa legata ai saperi della gente di montagna, all’outdoor education, non solo scienza della natura, ma anche apprendimento sensoriale ed educazione emotiva saranno alla base dell’offerta didattica. Un bambino che cresce apprendendo in un contesto come quello montano, dove tutto diventa materia di insegnamento diventerà un adulto più consapevole; la bellezza della Val Resia con i suoi usi, la sua lingua, la sua musica e la sua danza faranno il resto. Esistono già realtà anche a noi vicine che investono molto su questo aspetto».

GATTO ASTUCCI REDIGE E PRESENTA BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ

Gruppo Gatto, con sede a Domegge di Cadore (Belluno), (48,2 milioni il fatturato e 500 dipendenti), la realtà imprenditoriale da 83 anni attiva nel settore della progettazione e realizzazione di astucci per occhiali, packaging di alta gamma, espositori, soluzioni coordinate e innovative per il punto vendita, è sempre più green. Presentata, infatti, la prima edizione del bilancio sostenibile aziendale, un documento che testimonia la dedizione e le capacità con cui «l’impresa persegue obiettivi di sostenibilità in ambito ambientale, sociale ed economico», ha affermato Cristian Paravano (nella foto), direttore generale con delega alla Sostenibilità: «La nostra attenzione – sottolinea – è focalizzata principalmente sull’automatizzazione e innovazione dei processi produttivi, nell’aumento del riuso e delle risorse rinnovabili, sull’economia circolare grazie alla preziosa collaborazione con i nostri principali clienti e sul miglioramento delle condizioni di vita di collaboratori e territori».

A guidare un complesso sistema che prevede l’armonizzazione di comportamenti e obiettivi a tutti i livelli interni all’azienda e lungo le filiere relazionali, ci sono gli Sdgs, ovvero gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite varati nel 2015 e proiettati al 2030. Sono quattro quelli perseguiti: lavoro dignitoso e crescita economica (goal 8); industria, innovazione e infrastruttura (goal 9); consumo e produzione responsabili (goal 12); partnership per gli obiettivi (goal 17).

«Cerchiamo di creare le migliori condizioni di lavoro, affinché i nostri dipendenti possano esprimere al meglio le loro potenzialità. Il gruppo, inoltre, interagisce con il territorio in cui è inserito, supportando iniziative legate all’istruzione e alla salute». In riferimento all’innovazione e alle infrastrutture, negli ultimi due anni il Gruppo Gatto ha investito significativamente in tecnologia e innovazione, con l’introduzione di macchinari a basso consumo che permettono di limitare l’impatto ambientale, ottimizzando i processi di produzione.

Per quanto riguarda la produzione e il consumo responsabile, «il Gruppo Gatto si concentra sull’ambiente, sulla produzione, sul ciclo di vita dei prodotti e loro distruzione, per costruire un modello sostenibile di business. Una riprova di tale impegno sono le diverse certificazione di sostenibilità ottenute dal 1998». Non da ultimo, il Gruppo Gatto è convinto che obiettivi come quelli elencati nel Sdgs siano raggiungibili solo con uno sforzo collettivo e in un rapporto di partnership tra una molteplicità di attori e ambiti, imprenditoriali, finanziari e istituzionali. «Dalla capacità di realizzare questa partnership, secondo il Gruppo Gatto, dipenderà il successo o il fallimento della prospettiva indicata dalle Nazioni Unite», conclude il direttore.

Bilancio di sostenibilità comparato 2018-2019 – Gatto Astucci

ITALBEDIS, NUMERI STRAORDINARI PER LA TUTELA AMBIENTALE. COSÌ SI COSTRUISCE UN FUTURO DI SUCCESSO

Sono numeri straordinari quelli legati alla sostenibilità ambientale di Italbedis, azienda con core business nella lavorazione dell’acqua. Fabio Massaro, il Ceo di Italbedis è un antesignano delle note casette dell’acqua: ovvero, le postazioni, presenti numerose sul territorio italiano dove, chiunque può approvvigionarsi di acqua per il consumo alimentare. Una invenzione che ha fatto risparmiare all’ambiente, solo nel 2020, la produzione di quasi 83 milioni di bottiglie in pet da 1,5 litri, per un quantitativo di acqua liscia erogata pari a oltre 2 milioni di litri, quasi 1 milione di litri di gassata. Per un risparmio di oltre 7,5 milioni di Co2. La sostenibilità è un entrata ormai a far parte del core business aziendale come imperativo. Alla Italbedis questo è una diretta conseguenza della strategia e visione aziendale. La competitività del fare impresa nasce da un’ottica di tutela ambientale, ma non come ‘aggiunta’ alla strategia aziendale, ma come obiettivo, anche e soprattutto per la redditività. Sostenibilità equivale ad ottimizzazione dei processi produttivi, dei prodotti e quindi delle scelte quotidiane che avvengono in azienda. Un modo di approcciarsi al fare impresa ed al mondo, anche nel vivere quotidiano. Italbedis propone con i suoi prodotti un atteggiamento consapevole, anche e soprattutto verso i suoi dipendenti. Si parte dai comportamenti quotidiani per migliorare la vita di tutti noi. «È un imperativo la tutela dell’ambiente – spiega Massaro – deve diventare insito nella cultura del fare impresa, come prassi, come atteggiamento responsabile verso se stessi e verso gli altri. Come d’altronde, questa pandemia ci ha insegnato. La libertà è condivisione: ovvero, nel rispetto reciproco e dell’ambiente possiamo guardare ad un futuro glorioso, di speranza». Fabio Massaro è noto come imprenditore veneto scampato al Covid: è stato uno dei primi ad ammalarsi, a marzo, in epoca del primo lockdown. Originario di Tolmezzo, in provincia di Udine, sugli strumenti per la lavorazione dell’acqua ha fondato un impero, con società in diversi angoli del mondo.
Italbedis produce macchine per la distribuzione dell’acqua per uso domestico e destinate agli esercizi pubblici. Genera ricavi per 20 milioni e occupa circa 100 dipendenti, ed ha sede a Legnago (Vr).

SOSTENIBILITÀ: UN IMPERATIVO PER GATTO ASTUCCI, ITALBEDIS, EUROTECH E LAVORAZIONE LEGNAMI

Un incontro virtuale per parlare di sostenibilità ambientale e impresa. È quello che si è tenuto fra Fabio Massaro Ceo di Italbedis, Cristian Paravano generale manager del Gruppo Gatto AstucciRoberto Siagri, Ceo Eurotech e Michele Ianich Ceo di Lavorazione Legnami.

Italbedis, con sede a Legnago (Vr) si occupa del trattamento dell’acqua: il suo Ceo, Massaro, antesignano delle casette dell’acqua in Italia. Una invenzione geniale, anche da un punto di vista ambientale, che ha fatti risparmiare dal 1 gennaio 2019 ad oggi: quasi 83 milioni di bottiglie in pet da 1,5 litri,  per un totale di acqua liscia erogata pari a oltre 2 milioni di litri, e quasi 1 milione di litri quella gassata. Per un risparmio di oltre 7,5 milioni di Co2.

Si tratta di numeri incredibili che danno il segno di quanto le scelte produttive sostenibili siano parte del processo competitivo del fare impresa.

Il Gruppo Gatto Astucci con sede a Domegge di Cadore (Bl) , con la controllata Sarno Display, si occupa della produzione di espositori, astucci, packaging per il mondo beauty e del fashion, stima che il potenziale PoP durevole in italia riciclabile sia di 53mila tonnellate ed in gran parte costituito da materiale termoplastico . La Sarno Display sta attivando numerosi progetti di economia circolare: per ridurre questo impatto di ‘end of waste’.

La tecnologica Eurotech, multinazionale con sede ad Amaro (Ud), ha inventato un supercalcolatore raffreddato ad acqua a temperatura ambiente, con potenze di calcolo a partire da 500 TeraFlops. Un calcolatore con una potenza di calcolo di 1 PetaFlops, consente di risparmiare, su base annua circa 290 tonnellate di Co2, rispetto ad un supercalcolatore raffreddato ad aria.

Infine, ma non per ultima, Lavorazione Legnami, l’azienda che con gli stabilimenti di Asti e Tolmezzo (Ud) ‘veste’ le migliori bottiglie di vino con packaging in legno su misura e brand della casa vitivinicola marchiato a fuoco. L’impresa, infatti, ha spinto ai massimi livelli la sua attenzione per la sostenibilità di tutta la filiera in cui è coinvolta, ottenendo la certificazione ambientale Pefc, che attesta la cura e l’attenzione per l’ambiente lungo tutto il sistema produttivo, a partire dalla gestione dei boschi dai quali proviene il legno utilizzato per il packaging.

«Non è più possibile prescindere il fare impresa dalla sostenibilità ambientale – spiegano i quattro imprenditori – è parte del core business il ‘risparmio’ di risorse, altrimenti si è fuori dal mercato globale. È divenuta sfida quotidiana, a partire dai semplici comportamenti da tenere in azienda, ogni giorno.»

www.italbedis.it

www.gatto.it

www.eurotech.com

www.lavorazionelegnami.com

Nella foto, da sinistra: Fabio Massaro, Roberto Siagri, Michele Ianich, Cristian Paravano. pic by @Anna Airone @Airone Foto

D’AGARO AUTOTRASPORTI SEMPRE PIÙ GREEN

La sostenibilità passa anche per scelte da antesignani che, salvaguardando l’ambiente, contribuiscono a innovare i contesti in cui sono calate. Lo conferma la storia della D’Agaro Trasporti di Amaro (Ud) che ha dotato progressivamente tutta la sua flotta dei più aggiornati e performanti sistemi di monitoraggio e ora si è appena insediata nella sua nuova sede ad altissimo valore ambientale. Nell’Industrial Park di Amaro, infatti, il nuovo quartier generale è dotato di un impianto fotovoltaico che permette all’azienda di eliminare completamente l’utilizzo del gas, rendendola autonoma al 100% dal punto di vista energetico. Tutto, quindi, è alimentato con energia verde autoprodotta: riscaldamento, aria condizionata, sistema di autolavaggio, distributore e tutto ciò che è utilizzato presso la sede. È da qui che parte un trasporto su gomma efficiente, sicuro e green. Dal 2013, infatti, i mezzi D’Agaro montano il sistema “Dynafleet”, lo strumento agevole e facilmente integrabile con i sistemi informativi aziendali che consente la comunicazione con il veicolo, il monitoraggio degli spostamenti e delle condizioni di esercizio. Consente l’accesso online ai dati del veicolo, acquisendo così informazioni su come un mezzo è guidato, sulle percorrenze, sui consumi, sullo stato dei veicoli, sulla localizzazione e sulle ore di guida. Il servizio “Fuel&Environment” suggerisce soluzioni per la riduzione dei costi per il carburante e le emissioni e, grazie ai rapporti, è possibile visualizzare risparmi potenziali e progressi previsti in pochissimi secondi. «Analizzando alcuni semplici dati – spiegano i D’Agaro (sono Angelo, Stefano e Angela D’Agaro – nella foto – a portare avanti l’azienda di famiglia) – si può capire meglio dove intervenire sullo stile di guida dell’autista per ridurre i consumi e determinare grossi risparmi in termini di costi finali per l’azienda». Per questo D’Agaro ha accompagnato l’installazione sui suoi mezzi del sistema con un “Corso di guida efficiente” per i suoi autisti. Il calo dei consumi che si è registrato nel corso degli anni «ha implicato una riduzione delle emissioni e un guadagno per l’ambiente, un tema che oggi non può essere assolutamente trascurato dall’autotrasportatore per lavorare in sintonia con le norme stringenti in materia», sottolinea D’Agaro. Per ogni autista il report che monitora la guida vigila su anticipo di frenata, motore e cambio, gestione velocità, tempo totale di percorrenza, chilometraggio e consumo. D’Agaro ha chiuso il bilancio 2019 con 5,5 milioni di fatturato. Ha all’attivo 48 dipendenti e un parco di oltre quaranta mezzi. La nuova sede direzionale nell’Industrial Park di Amaro è il risultato di un investimento di 2 milioni.

https://www.dagarotrasporti.it/