Storico annuncio dell’agenzia spaziale statunitense: l’astronauta dell’ESA farà parte dei quattro membri dell’equipaggio per la cruciale missione in orbita terrestre che aprirà la strada al ritorno dell’umanità sulla Luna.
(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Washington 10 giugno 2026 – La nuova corsa allo spazio parla italiano. La NASA ha svelato ufficialmente l’equipaggio di Artemis III, la cruciale missione il cui lancio è previsto non prima di giugno 2027. Tra i quattro astronauti scelti per questo storico passo figurano grandi veterani e, con enorme orgoglio per il nostro Paese, l’astronauta dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) Luca Parmitano, a cui è stato affidato il delicatissimo ruolo di pilota.
L’annuncio, avvenuto in diretta mondiale, segna una svolta fondamentale per il programma Artemis guidato dagli Stati Uniti, che punta a stabilire una presenza umana a lungo termine e sostenibile sulla Luna.
Accanto a Luca Parmitano, la NASA ha schierato un team di altissimo livello. Al comando della missione ci sarà il veterano Randy Bresnik. Il quartetto sarà completato dagli specialisti di missione Frank Rubio (famoso per aver stabilito il record statunitense di permanenza continuativa nello spazio) e Andre Douglas. La NASA ha inoltre selezionato Bob Hines come membro dell’equipaggio di riserva.
A differenza della missione precedente (Artemis II), che prevede un sorvolo lunare, l’equipaggio di Artemis III opererà più vicino a casa, nell’orbita terrestre bassa. Il loro compito sarà un “banco di prova” ad altissima tecnologia: testare il mega-razzo SLS (Space Launch System) e la navetta Orion, ma soprattutto tentare per la prima volta operazioni di rendezvous e aggancio (docking) con due lander commerciali separati, sviluppati rispettivamente da SpaceX e Blue Origin. Si tratta di simulazioni e test critici (che ricordano il leggendario volo dell’Apollo 9 nel 1969) indispensabili per ridurre i rischi in vista dell’allunaggio vero e proprio, posticipato nei mesi scorsi alla successiva missione Artemis IV.
Intervenuto subito dopo l’annuncio, Luca Parmitano non ha nascosto la forte emozione, raccontando l’incredulità del momento in cui ha ricevuto la telefonata: «Ero talmente incredulo che ho chiesto al mio capo di ripetere esattamente quello che aveva detto. Sono rimasto senza parole».
Con gli occhi lucidi, l’astronauta siciliano ha voluto ringraziare le sue radici e le istituzioni: «Mi scuso per essere così emozionato, sono onorato e soprattutto grato. La mia base di lancio è stata il mio Paese, l’Italia, che mi ha dato l’istruzione necessaria per arrivare a questa missione. L’ESA è stata la torre di lancio, che mi ha permesso di esprimere il mio potenziale. E la NASA è stata il razzo, che ringrazio per avermi accolto in questo equipaggio». Rivolgendosi poi idealmente ai giovani e a se stesso da studente, ha lanciato un messaggio di profonda ispirazione: «Continuate a credere nei vostri progetti perché nessun sogno è impossibile. Lavorando e amando ciò che si fa, nessun traguardo è troppo lontano».
Nato a Paternò nel 1976, colonnello dell’Aeronautica Militare, Luca Parmitano è uno degli astronauti europei più esperti in attività. Ha già trascorso ben 366 giorni nello spazio nel corso di due missioni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), di cui è stato anche comandante, e detiene il record europeo per il maggior tempo trascorso in attività extraveicolari, con ben 6 “passeggiate spaziali” all’attivo.
La nomina di Parmitano è stata accolta con grandissimo entusiasmo in Italia. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy con delega allo spazio, Adolfo Urso, ha espresso il plauso del governo: «Questa scelta è motivo di orgoglio per tutta la nostra Nazione e conferma il ruolo di primo piano che l’Italia avrà nella nuova sfida scientifica, tecnologica e industriale legata al ritorno dell’uomo sulla Luna».
L’Italia, d’altronde, partecipa attivamente al programma della NASA. Se l’ESA fornisce il modulo di servizio europeo (ESM) che garantisce propulsione ed energia alla navetta Orion, l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) è direttamente impegnata nello sviluppo di moduli abitativi pressurizzati destinati alla futura base sulla superficie lunare.
Con Artemis III, l’Italia non sarà solo a bordo nei laboratori e nelle industrie, ma stringerà fisicamente i comandi della navetta che guiderà l’umanità verso il domani.
Ph credit: NASA


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