TRENTON PUNTA ALL’INTERNAZIONALIZZAZIONE

TRENTON PUNTA ALL’INTERNAZIONALIZZAZIONE

(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Frassinoro (MO) 21 novembre 2022 – Un’azienda fondata negli Appennini emiliani e ancora salda nella base di Frassinoro, nel modenese, ma a pochi passi dalla Motor Valley. Trenton S.p.A è protagonista da vent’anni nella metalmeccanica Made in Italy e oggi è guidata da Carlotta Giovetti che ha preso le redini dal padre per proiettare la compagnia verso il futuro, senza confini. 

L’obiettivo attuale è infatti l’internazionalizzazione. 
“Il mercato oggi – spiega Giovetti – pretende che si guardi all’esterno della propria nazione o del proprio continente. Gareggio con fornitori che mai vedrò personalmente probabilmente, in un fuso orario che è opposto al mio, quindi anche l’internazionalizzazione è un concetto superato. Siamo tutti internazionali: è un dato di fatto, ciò che succede nel mondo influenza direttamente o indirettamente anche quello che accade a Frassinoro, nei magnifici Appennini emiliani. È affascinante”. 

Trenton è già presente sui mercati internazionali: i prodotti della manifattura metalmeccanica sono venduti in tre continenti su cinque, la percentuale di export si assesta intorno al 65-70 per cento.  In cantiere, tuttavia, sono previste espansioni, sebbene l’apertura di una sede in un Paese straniero non sia per il momento interessante. La presidente anticipa che la presenza in Europa sarà incrementata, attraverso clienti storici e nuovi con cui stringere accordi di fornitura e non nasconde che di essere “molto orgogliosa della strada che stiamo costruendo”. Strada che porterà a nuove acquisizioni: “Siamo sempre alla ricerca di nuovi progetti e di modi alternativi ed integrativi per incrementare la nostra presenza sul mercato”.

“Flessibilità, mantenere la parola, essere audaci e competitivi: nell’armadio di un imprenditore devono essere pronti mille vestiti per ogni occasione. Inoltre internamente si deve puntare sul gruppo, coinvolgere, condividere e soprattutto essere sinceri”. 

Da una Ceo donna, in un mercato ‘pesante’, è naturale chiedersi quale sia la visione sulla realtà in cui si opera maggiormente, dunque l’Italia che, per la prima volta, vede una donna a capo del Governo. “Attualmente – risponde Giovetti – sono in fase di osservazione ed analisi dell’operato, non mi sono fatta trascinare da istinti femministi, che secondo me sono più che obsoleti,  quindi molto pragmaticamente valuterò le azioni che saranno poste in essere. D’altra parte, sarà sicuramente un approccio diverso ed un altro punto di vista. La diversità, come l’alternanza, dal mio punto di vista, è sempre foriero di buoni venti per chi sa come aggiustare le vele in navigazione. Come donna trovo riduttivo parlare di differenze di genere. Se vogliamo, possiamo sostenere che esistano differenze nella comunicazione, quindi forme più utili da usare quando ci si relaziona con le persone, ma anche questo dovrebbe essere un approccio universale non riservato a pochi casi. Sostengo l’uguale trattamento basato solo sulla propensione o meno a svolgere alcune mansioni, dettate dal titolo di studio, postazione di lavoro e soprattutto voglia di lavorare e di mettersi in gioco. La serietà dipende dalle persone, la professionalità e le competenze si acquisiscono indipendentemente da qualunque aspetto estetico si abbia”.

Le sfide attuali del nuovo esecutivo, al di là delle questioni di genere, sono però importanti e riguardano il caro energia e la carenza di materie prime. Carlotta Giovetti su questo fronte sembra ottimista: “L’incidenza attualmente sembra stia rientrando, stiamo monitorando attraverso l’ufficio acquisti di Trenton e consulenti esterni la situazione. Gli interventi governativi possono essere un supporto interessante a cui Trenton aderirà, anche in questo caso più che guardare costantemente il problema sperando che tutto sparisca come per magia, bisogna darsi da fare, non lasciando niente di intentato, leggere, informarsi, e come sempre anche rischiare, in modo ponderato, ma attivarsi. Magari non sarà la soluzione perfetta, ma comunque ti toglierà dalla situazione attuale. L’antidoto è, dunque, ‘fare’. Non esiste il perpetuo, quando ti trovi in difficoltà si tende a pensare che tutto sarà sempre così. L’antidoto è fare, l’azione singola non ti porterà al traguardo, ma ti toglierà dalla tua mente e dalla situazione che vivi e percepisci”.

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