Cookie Policy Turismo a Venezia. L’architetto Adriano Chiavegato propone un cambio di paradigma, dal “mordi e fuggi” ai visitatori di lungo periodo. Servono scelte strutturali per la città - Tilancio

Turismo a Venezia. L’architetto Adriano Chiavegato propone un cambio di paradigma, dal “mordi e fuggi” ai visitatori di lungo periodo. Servono scelte strutturali per la città

Turismo a Venezia. L’architetto Adriano Chiavegato propone un cambio di paradigma, dal “mordi e fuggi” ai visitatori di lungo periodo. Servono scelte strutturali per la città

Per il futuro prospero della città lagunare occorre investire sulle infrastrutture civiche, separare i trasporti per residenti e turisti e ripristinare le istituzioni nel centro storico.

Ti Lancio dal Veneto, Venezia – 13 ottobre 2026 – Di fronte alla crescente pressione del turismo di massa e al progressivo svuotamento del tessuto urbano, da Venezia si leva l’appello per un drastico cambio di rotta. Tra i principali sostenitori di questa visione c’è Adriano Chiavegato, noto architetto e proprietario dello storico Hotel Messner, il quale sottolinea come una vera sostenibilità ambientale e sociale sia raggiungibile solo favorendo i soggiorni prolungati a scapito del turismo giornaliero “mordi e fuggi”.

«Venezia non ha semplicemente bisogno di un minor numero di visitatori», dichiara Adriano Chiavegato. «L’ospitalità residenziale e i soggiorni prolungati sono la chiave fondamentale per un futuro sostenibile. Rendere la città attraente per un turismo consapevole e di alto valore richiede però interventi concreti: è urgente riqualificare le infrastrutture civiche e modernizzare la logistica urbana.»

Negli ultimi anni, il trasferimento verso la terraferma di enti e servizi essenziali — tra cui la Camera di Commercio, gli uffici postali centrali e diversi presidi amministrativi e sanitari — ha impoverito il centro storico, rischiando di trasformare una metropoli millenaria in un parco a tema a cielo aperto. Secondo i promotori dell’iniziativa, per riqualificare l’offerta turistica è indispensabile innanzitutto restituire funzionalità alla città per chi la vive ogni giorno.

Un punto centrale della proposta riguarda la riforma strutturale del sistema di trasporto acqueo. Non bastano semplici aggiornamenti tecnologici o pannelli digitali: serve una chiara separazione operativa tra i flussi turistici e i percorsi utilizzati quotidianamente da residenti, studenti e lavoratori.

I tempi di percorrenza attuali e il sovraffollamento dei mezzi rendono complessa la vita quotidiana, con il rischio di paralizzare le attività cittadine se non si adotteranno rapidamente soluzioni di mobilità veloci, affidabili e moderne.

Investire nella spina dorsale civica di Venezia — ripristinando i servizi sanitari pubblici, mantenendo le istituzioni nel centro storico e ammodernando la mobilità — è la condizione essenziale per far prosperare un turismo di qualità.

«Rendendo Venezia una città funzionalmente efficiente, tecnicamente moderna e strutturalmente resiliente, potremo esaltarne l’intrinseca bellezza anziché lasciarla sopraffare», conclude Chiavegato. «Questa strategia pone le basi per un turismo ad alto valore aggiunto, capace di attrarre viaggiatori da tutto il mondo che rispettano la fragilità dell’ambiente lagunare e contribuiscono attivamente alla vitalità socio-economica di una città viva.»

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