Mirandola (Modena) 13 ottobre 2026 – Internazionalizzare non significa soltanto vendere prodotti all’estero, ma strutturare un modello di business scalabile e organizzato. Un principio che vale tanto per l’eccellenza manifatturiera dell’Emilia-Romagna quanto per la valorizzazione dell’accoglienza e del patrimonio locale.
È questa la visione strategica promossa da Angelica Ferri Personali, dottore commercialista ed esperta di finanza d’impresa, nonché proprietaria di Villa La Personala, dimora storica e struttura ricettiva d’eccellenza a Mirandola.
Per le imprese manifatturiere: “Internazionalizzare a gradini”.
Il tessuto economico emiliano – punto di riferimento globale in settori strategici quali meccanica, packaging, automazione, ceramica, agroalimentare e motoristica – è composto da PMI con una straordinaria capacità tecnica e prodotti di altissima qualità.
«Il punto debole delle nostre PMI non è quasi mai il prodotto, ma l’organizzazione commerciale e la presenza strutturata sui mercati esteri», spiega Ferri Personali. «Per fare il salto di qualità occorre internazionalizzare a gradini, valorizzando ciò che le imprese sanno già fare bene. Non basta esportare un macchinario o una tecnologia: bisogna esportare un servizio completo che includa la macchina, l’assistenza post-vendita e la gestione dei ricambi, lavorando in sinergia con un partner locale affidabile».
Dal punto di vista economico-finanziario, questo approccio garantisce:
ricavi ricorrenti e stabili grazie ai servizi di manutenzione e ricambistica. Minore esposizione al rischio attraverso alleanze strategiche locali. Maggiore fidelizzazione dei clienti industriali, che cercano soluzioni chiavi in mano e non meri fornitori di componenti.
Per il settore hospitality e servizi: “Vendere l’Emilia come un’esperienza integrata”.
La medesima logica di sistema deve essere applicata al settore dei servizi e del turismo d’alta gamma, campo in cui Ferri Personali opera direttamente con Villa La Personala.
«Oggi il limite principale dell’offerta turistica e ricettiva locale è la frammentazione: le imprese di servizi sono spesso di piccole dimensioni e tendono a promuoversi in modo isolato», evidenzia la Dott.ssa Ferri Personali. «L’Emilia non va proposta come un insieme di singole attrazioni o prestazioni slegate, ma come un’esperienza completa e integrata. Dobbiamo portare il cliente straniero a scegliere, pianificare e prenotare il proprio soggiorno prima ancora del suo arrivo sul territorio».
In quest’ottica, la ricetta per la crescita del territorio passa attraverso: filiere dell’accoglienza coordinate: aggregare hospitality, enogastronomia, motor valley e cultura in pacchetti esperienziali trasparenti e prenotabili dall’estero.
Digitalizzazione e programmazione: intercettare i flussi internazionali attraverso canali diretti e partnership strategiche avanzate.
Che si tratti di un impianto industriale d’avanguardia o di una destinazione di accoglienza esclusiva, la chiave per competere a livello globale resta la stessa: passare dalla vendita del singolo bene alla vendita di un sistema di valore strutturato.
«Come consulente finanziario e come imprenditrice sul territorio, credo fortemente che la competitività futura dell’Emilia dipenderà dalla nostra capacità di fare rete e di presentare al mercato estero modelli di business solidi, completi e orientati al servizio», conclude Angelica Ferri Personali.


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