(Ti Lancio dalla Valle d’Aosta) Aosta 25 ottobre 2024 – La chiusura del traforo del Monte Bianco iniziata il 2 settembre scorso fino a lunedì 16 dicembre 2024 sta facendo registrare numerose preoccupazioni, soprattutto per le aziende della Valle d’Aosta e del Piemonte. In un’indagine della Confindustria della Valle d’Aosta è emerso che per l’ultimo trimestre del 2024 le aziende sono preoccupate per il settore dell’export mentre continuano ad investire in innovazione e personale per affrontare in modo migliore l’andamento del mercato. In questa indagine la logistica rappresenta il tallone d’Achille perché la chiusura per 105 giorni del tunnel del Monte Bianco penalizza in maniera decisiva gli spostamenti delle merci oltre a quelle delle persone. Il traffico viene dirottato su altre via più lunghe e quindi costose con perdite complessive che sono state stimate sugli 11 miliardi da parte di numerosi esperti.
La chiusura del “Traforo” rappresenta la punta di un iceberg di una logistica presente nella Valle d’Aosta e in Piemonte che non riesce a soddisfare la richiesta delle movimentazioni. Gli interminabili cantieri che sono presenti nelle autostrade del Nord-Ovest abbinata alla chiusura del Monte Bianco stanno influenzando notevolmente l’accessibilità al porto di Genova sia in arrivo che in partenza. Il rischio è che molte aziende potrebbero rivolgersi per i loro trasporti e investire di conseguenza sui porti del Nord Europa che sono più serviti, più collegati e meno burocratizzati. Attualmente gran parte del traffico pesante è stato dirottato verso il traforo del Frejus dove ogni anno transitano circa 800mila Tir e più di un milione fra auto e moto, a peggiorare la situazione vi sono la mancata apertura della seconda canna autostradale del Frejus rinviata per necessità di collaudi, e lo slittamento alla primavera del 2025, causa frane, del servizio ferroviario Torino-Lione che permetteva di caricare 150 camion al giorno sui treni.
I lavori al Traforo del Monte Bianco sono però necessari perché dopo sessant’anni di apertura continuata è diventato indispensabile intervenire per rifare le volte e risanare in profondità l’intera galleria. Quest’anno verranno sistemati i primi trecento metri e nei prossimi anni sempre con chiusure programmate verrà rinnovato l’intero tunnel. Il costo dell’intervento per quest’anno e per il 2025 è stato calcolato in circa 50 milioni di euro a carico della Società italiana per azioni per il Traforo del Monte Bianco (Sitmb).
Mentre sono in corso i lavori di manutenzione del Tunnel c’è chi ha proposto come la Regione Valle d’Aosta di raddoppiarlo e di inserire la nuova opera nel Piano strategico dei trasporti della Regione, un documento che è già stato trasmesso ai Governi italiano e francese. Una decisione che ha visto imprenditori e Confindustria locale particolarmente d’accordo in quanto era da un paio d’anni che avanzavano la richiesta del raddoppio del Monte Bianco. Oltre a Francesco Turcato, presidente di Confindustria Valle d’Aosta, anche il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, hanno sottolineato la necessità di intervenire per migliorare il sistema delle infrastrutture nella regione che deve adeguarsi al settore produttivo e anche turistico, per questo il Ministro si è impegnato a coinvolgere i francesi per potenziare i nuovi passaggi fra i due stati che permetteranno di migliorare notevolmente il transito delle merci e di conseguenza diventare più competitivi. Francesco Turcato, presidente di Confindustria Valle d’Aosta, ha commenta così l’esito dell’indagine resa pubblica ad una recente assemblea dell’associazione: «I risultati di questa indagine congiunturale scontano un complesso quadro geopolitico, che si somma alla debolezza delle economie di Germania e Francia, che sono i principali partner commerciali delle aziende italiane. Le previsioni delle nostre aziende per il quarto trimestre, nel caso specifico della Valle d’Aosta, sono poi logicamente influenzate dalla chiusura del Traforo del Monte Bianco, con forti impatti e aumento dei costi della logistica e delle catene di fornitura, che si protrarranno fino alla riapertura in dicembre. Se quindi il calo delle attese sull’export era prevedibile, la stabilità nell’occupazione e negli investimenti, sono una risposta chiara sulla solidità delle nostre imprese che, in attesa del calo dei tassi d’interesse e dell’inflazione, già adottano strategie espansive».
(Dispaccio di Ti Lancio di Paolo Ruini)


Leave a Reply