(Ti Lancio dal Veneto) Mestre (VE) 17 luglio 2023 – La CGIA ha rilevato, su dati ISTAT, che nelle regioni settentrionali i dipendenti privati lavorano 2 mesi in più, ogni anno, rispetto ai colleghi meridionali. Questi ultimi, inoltre, percepiscono il 34% in meno di retribuzione giornaliera.
Le giornate retribuite al Nord, in media e nel 2021, sono state 247; nel resto del Paese 211. Il risultato è circa 36 giorni in più, pari a quasi 2 mesi lavorativi per i lavoratori del Nord. Per quanto riguarda la retribuzione media giornaliera lorda, nel Nord è pari a circa 100 euro e in meridione 75 euro.
Lo studio mostra che il vero problema è l’economia sommersa. Secondo la CGIA, infatti, solo risolvendo il mercato del lavoro “in nero” si potrebbe risolvere il gap economico e occupazionale fra Nord e Sud Italia.
“L’occupazione del Mezzogiorno – si legge nel rapporto – è fragile e povera. Se non si comincia a contrastare efficacemente il lavoro irregolare, il divario è destinato ad aumentare, danneggiando tutto il Paese”.
Altri nodi da sciogliere: la scarsa presenza, da Roma in giù, di aziende tecnologiche e innovative, il ricorso eccessivo al lavoro intermittente, la stagionalità dell’occupazione nel turismo.


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