(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Reggio Emilia 18 gennaio 2024- La situazione del Parmigiano Reggiano potrebbe essere paragonata ad una forbice completamente aperta. La lama superiore rappresenta le vendite con risultati commerciali di vendita sorprendenti perché nel 2022 le vendite sono aumentate del 6.9% e lo stesso vale per il 2023 dove si è registrato un aumento di quasi l’8% rappresentato dalla conquista di molti mercati esteri. Nella lama inferiore ci sono invece i risultati economici per gli allevatori. Secondo i dati resi noti da Confagricoltura per il secondo anno consecutivo in Emilia Romagna i produttori di latte per il Parmigiano Reggiano chiudono il bilancio in perdita. Le ragioni sono da ricercarsi nel fatto che il prezzo all’ingrosso del “Re dei Formaggi” è calato mentre i costi di produzione sono andati alle stelle.
Secondo le stime dell’associazione, in Emilia Romagna il costo medio di produzione per 100 chili di latte da Parmigiano Reggiano nel 2023 è di 75-76 euro, comprensivo delle voci di spesa per l’alimentazione del bestiame e per la manodopera dipendente e familiare. Nel 2022, i costi medi erano di 75,90: di fatto, il ridimensionamento dei costi energetici registrato nel corso del 2023 è stato completamente assorbito dall’incremento degli oneri finanziari dovuti al balzo dei tassi di interesse. In compenso, tra gennaio e settembre del 2023, le quotazioni all’ingrosso del Parmigiano Reggiano sono calate del 5,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, da 10,57 a 10,02 euro al chilo, mentre nel mese di ottobre il calo registrato è stato dell’8%. Il risultato di questo trend è che i prezzi per il consumatore finale sono rimasti sempre allo stesso livello mentre per il produttore sono di fatto scesi e quindi per Confagricoltura occorre intervenire su tutta la filiera per garantire un prezzo equo e remunerativo per i produttori del Parmigiano Reggiano.
(PARU)

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