DALL’AVA BAKERY, IL PANETTONE MARIA VITTORIA NELLA TOP 3 DI GAMBERO ROSSO

Per festeggiare questo Natale 2021, una delle migliori scelte possibili in termini di dolci sono i panettoni Maria Vittoria di Dall’Ava Bakery, la divisione dedicata ai prodotti da forno del gruppo Dall’Ava. A decretarlo – nella sezione aziende specializzate – è nientemeno che la prestigiosa rivista gastronomica Gambero Rosso, che ha piazzato il panettone (nella foto) dell’azienda di San Pietro al Natisone (Ud) nella propria top 3. La classifica è stata stilata con un assaggio alla cieca dei panettoni con conservanti prodotti dalle aziende specializzate: sono stati usati come parametri di valutazione il corredo aromatico, la struttura, la qualità della frutta, il gusto complessivo e la lievitazione.
“Al naso emergono note di latte, ricordi di burro e frutta”, si legge nella recensione, “e al palato è equilibrato, non molto umido ma piacevole, anche grazie alla dolcezza molto ben controllata e alla buona arancia candita”. A fare la differenza sono anche le materie prime di alto livello impiegate per la produzione dei panettoni Maria Vittoria: burro belga, sale di Pirano, arancia e cedro Diamante e vaniglia Bourbon del Madagascar.
“Voglio ringraziare di cuore tutti coloro che ci hanno permesso di raggiungere questo grande risultato: provo un’enorme soddisfazione per questo traguardo” ha commentato Carlo Dall’Ava, imprenditore e leader dell’omonimo gruppo.
“È un riconoscimento di grande valore, sia per il prestigio della rivista che lo conferisce sia per la difficoltà richiesta nella preparazione di un dolce come il panettone, per il quale sono necessari una grande maestria e un equilibrio perfetto tra i componenti. Sono particolarmente contento anche perché entrare di nuovo in classifica per noi è certamente sintomo di continuità”. Non è la prima volta, infatti, che i prodotti della linea Maria Vittoria si piazzano ai vertici della prestigiosa classifica di Gambero Rosso: nel 2017, infatti, le creazioni dello chef pasticciere Sergio Pontoni junior, che prepara i dolci natalizi nel forno di Ponte San Quirino, avevano conquistato la terza posizione. 

Dall’Ava Bakery è, in termini cronologici, l’ultima divisione nata in seno al gruppo Dok Dall’Ava, noto in tutta Italia per i suoi prosciutti di altissima qualità: la linea di prodotti da forno prese vita nel 2012 grazie ad una serie di coincidenze, in seguito all’incontro con uno dei migliori pasticceri della zona e con il desiderio di “salvare” da chiusura certa un forno storico.
https://www.gamberorosso.it/notizie/classifiche/natale-2021-i-migliori-panettoni-delle-aziende-specializzate/

L’AMARO TOSOLINI CONQUISTA L’AMERICA

Premiato a Las Vegas Global Spirit Awards 2021 con la medaglia d’oro “Gold Medal”. L’emozione e lo stimolo a proseguire la storia del brand raccontati dalla nipote del fondatore, Lisa Tosolini.

«Il nostro raffinato liquore d’erbe ha conquistato l’America». Così Lisa Tosolini,  nipote del fondatore del rinomato brand friulano della grappa e alla guida dell’azienda insieme ai fratelli Giuseppe e Bruno, annuncia lo straordinario risultato raggiunto dall’Amaro Tosolini, premiato con il “Gold Medal” al Las Vegas Global Spirit Awards 2021, un vero e proprio campionato del mondo delle bevande alcoliche.  
«È un amaro fatto con erbe dal sapore mediterraneo – sottolinea Lisa Tosolini – e la sua stagionatura avviene in botti di una barriqueria che si trova nella Laguna di Marano, in Friuli Venezia Giulia. L’aria marina gli conferisce caratteristiche uniche che appassionano chi va per mare e chi resta sulla terra ferma». Quest’amaro è “una pietra miliare” che accompagna l’azienda sin dalla sua fondazione, risultato di una ricetta che ha più di cento anni. Conservato nella sua elegante bottiglia, l’Amaro Tosolini si può servire liscio o con ghiaccio per un’esperienza al palato unica e di grande complessità aromatica, un vero elisir dai sapori mediterranei. 
Il nuovo e apprezzato riconoscimento stimola la famiglia Tosolini a proseguire sulle orme delle generazioni che hanno contribuito a fare grande questo marchio, per un verso consolidando i prodotti che sono l’emblema della storia familiare, come l’Amaro, e per l’altro alimentando in azienda una continua tensione all’innovazione di prodotto e di mercato.  
A guidare il composito brand oggi è la terza  generazione, nipoti del fondatore, tutti e  tre in distilleria per vocazione. «Ciascuno di noi ha un ruolo diverso, distinto e chiaro. Ci vogliamo bene e ci rispettiamo», afferma il primo dei fratelli, Giuseppe, svelando la “ricetta” che continua ad alimentare il successo. 

AMARO TOSOLINI SULLE RETI MEDIASET

Ottobre e novembre sono i mesi di programmazione dello spot “AMARO TOSOLINI” sulle reti Mediaset: Canale 5, Rete 4, Italia 1 e TGCOM24. Uno spot realizzato in Friuli, tra la distilleria di Povoletto e la laguna di Marano per valorizzare il nostro territorio e la grande tradizione distillatoria della famiglia Tosolini. Realizzato a 4 mani con il marketing di Mediaset in 20 secondi si è cercato di racchiudere anni di storia e tutti i tratti distintivi dell’amaro Tosolini, un carattere unico e inconfondibile.
Ha i profumi e gli aromi della laguna e la purezza incontaminata dell’acqua sorgente alpina: un incontro che dà vita a un prodotto unico e che racconta un territorio e una storia. La storia di un raffinato liquore che parla del Friuli, una terra ricca di storia e di tradizioni, e di una famiglia che da oltre 75 anni produce artigianalmente, con amore e con passione, distillati, liquori e amari apprezzati in tutto il mondo. È la storia dell’Amaro Tosolini, che ancor oggi viene preparato seguendo fedelmente l’antica ricetta del fondatore della distilleria.
L’Amaro Tosolini nasce infatti dalla macerazione di oltre 15 erbe mediterranee e marine in purissima acquavite d’uva Most, distillata dal mosto fiore all’apice della fermentazione. Quindici erbe che parlano della laguna friulana, dove le diverse tonalità di verde della vegetazione incontrano e si fondono con il blu dell’Adriatico in un intreccio di isolette e canali: un’area fertile e feconda di alberi, arbusti ed essenze, tra le quali vengono selezionate quelle più adatte.
Angelica, arancio amaro, genziana, anice stellato,, assenzio marino, melissa, menta, zenzero, salicornia, rabarbaro, calamo e altre erbe mediterranee si uniscono così in una miscela raffinata che sposa, in piccoli contenitori d’acciaio, l’acquavite d’uva e la purissima acqua delle Alpi Giulie. L’infuso viene quindi trasferito in antichi alambicchi botanici “small batch” (che possono processare solo piccole quantità lavorate singolarmente) per trasformarsi in un liquore prezioso che riposa in piccole botti nella silenziosa laguna di Marano.
Il risultato è un amaro dal colore bruno intenso e dal sapore ricco e aromatico, con sentori di arancia amara e note di spezie mediterranee. Profumi, sapori e aromi che rivelano, goccia dopo goccia, la cura artigianale e la pregiata lavorazione in tini e alambicchi tradizionali a vapore gli unici capaci di donare all’Amaro Tosolini le sue caratteristiche inconfondibili. Qualità uniche e apprezzate in tutto il mondo, tanto che l’Amaro Tosolini ha ottenuto, negli anni, non pochi riconoscimenti internazionali: dalla “New York International Spirit Competition del 2012 la medaglia d’Oro “Gold Medal” alla “San Francisco World Spirits Competition Silver Medal” nel 2013, dalla “Wine & Spirits Wholesalers Of America Double Gold Medal” nello stesso anno alla The Spirits Masters la “Master Medal” nel 2014, per arrivare all’indicazione di “Best Buy” concessa nel 2016 dal Wine Enthusiast Magazine con ben “ 91 punti”.
Un’eccellenza, quella dell’Amaro Tosolini, che racconta anche la storia di passione e dedizione della famiglia Tosolini e del suo fondatore, Bepi: nato nel 1918, nel 1943 fondò la sua prima piccola distilleria credendo fermamente nel successo dei suoi distillati, in primis la grappa, un prodotto che allora era un distillato povero retaggio della tradizione contadina friulana, ma che con il passare degli anni ha ottenuto grandi consensi internazionali. E dopo aver investito nel suo sogno una vita intera, negli anni Cinquanta costruì a Udine una nuova distilleria, affiancandovi la più grande cantina di grappa d’Italia scegliendo come contenitori botti di frassino. Nel 1973 fu la volta della grande distilleria di Povoletto con gli alambicchi della tradizione, a vapore e artigianali, aggiungendo quelli altrettanti artigianali a bagnomaria. E generazione dopo generazione, il sogno di Bepi Tosolini è cresciuto per arrivare al successo internazionale, guardando al futuro nel segno della tradizione.

PEZZETTA (FORMAGGI): ‘ALLARME CARENZA DI MATERIE PRIME ANCHE NEL SETTORE ALIMENTARE’

L’allarme lo lancia lo storico marchio Pezzetta – casa madre a Fagagna e filiale produttiva a Luincis frazione di Ovaro –, reduce da una più che positiva presenza ad Anuga a Colonia, la più importante fiera del food&beverage a livello mondiale, che ha riaperto i battenti dando uno spirito positivo e di ritorno alla “normalità” tra gli operatori. «Le presenze sono state buone e i contatti ci rendono ottimisti per il futuro», afferma soddisfatto Marco Pezzetta, alla guida dell’azienda insieme al fratello Paolo. «La proposta casearia riguardava la nostra produzione, rigorosamente friulana e di montagna con i nostri affinamenti che sono stati molto apprezzati tra gli operatori (grotta, fossa , blu ramandolo e ultimo nato “l’insolito” con fichi e uvetta) passando dall’intramontabile Montasio DOP con le sue 4 stagionature, al classico frico con patate e le sue varianti (speck , erbe, radicchio) e novità dell’anno il frico di mont con formaggi di Ovaro e cipolla. Notevole interesse hanno avuto i prodotti di capra e le linee dei preparati per condimenti: “cacio& pepe” e “quattro formaggi”, dedicati al cliente che vuole ottimizzare i tempi e li può usare per paste o risotti da riscaldare semplicemente in padella.
«Se la domanda food è più che incoraggiante – spiega l’imprenditore –, a preoccuparci è la scarsità di materie prime , i suoi rincari e i tempi lunghissimi per le consegne in molteplici settori, ma che incidono sulla nostra produzione. Se un macchinario si rompe o ha bisogno di manutenzione nei nostri stabilimenti non si trovano i ricambi – illustra – e se si riescono a reperire hanno tempi di consegna insostenibili e costi elevati. Questa situazione oramai sta contrassegnando il 2021 e non meno allarmante è l’aumento della prezzo dell’energia, che inevitabilmente avrà ricadute sul costo della lavorazione dei prodotti.
La ripresa post pandemia, dunque, ha due facce e conferma l’interdipendenza tra tutti i settori economici . Per Pezzetta, oltre 15 milioni di fatturato, di cui una percentuale a due cifre destinato all’estero e 40 dipendenti nell’intero Gruppo, questa è una stagione in cui l’obiettivo è capitalizzare il forte interesse riscontrato sulle piazze internazionali per i propri prodotti, attuando in contemporanea strategie per evitare al minimo i rincari mantenendo sempre alto il livello qualitativo della proposta e dei servizi forniti. 

ARRIVA IL ‘FRIULANO PESANTE’ MARCHIATO DOK DALL’AVA

Presentato al TuttoFood di Milano la coscia dedicata al Friuli Venezia Giulia.

Dok Dall’Ava, insieme al socio francese Loste Tradì France, ed alla neo acquisita Pio Tosini di Parma (antico prosciuttificio parmense), era presente ad una strabiliante edizione del TuttoFood che ha battuto il record di presenze, nota manifestazione di recente conclusa a Milano Fiera (Rho).
Massiccia la presenza di addetti ai lavori nei padiglioni, con una effervescenza che, da anni, non si sentiva tale. ‘Confermo il buonissimo andamento della manifestazione’ spiega Carlo Dall’Ava, fondatore del noto marchio di prosciutti a San Daniele (Ud) che, in occasione dell’evento fieristico ha presentato il nuovo ‘friulano pesante’.
Una coscia di altissima qualità e pezzatura (220 kg), di provenienza friulana, quindi da filiera certa e garantita, lavorata con il protocollo che ha fatto di Dok un marchio famoso nel mondo. ‘Ancora è la qualità al centro delle nostre produzioni – continua – la piazza del TuttoFood è stata una vetrina ideale per proporre questa tipologia di prodotto. Abbiamo avuto visite, richieste, contatti internazionali; siamo tornati ai ritmi pre Covid e Milano è sicuramente coacervo essenziale per l’incontro domanda-offerta.
Il ‘friulano pesante’ è un omaggio alla terra dove siamo nati e dove continuiamo a lavorare le nostre cosce con passione e dedizione’. In fiera tutte le referenze di Dall’Ava, dai preaffettati ai quarti ed ai prosciutti interi, dal Friuli Venezia Giulia, insieme al prosciutto di Parma, con la Pio Tosini, da pochi mesi, parte del gruppo francese, Loste Tradì France che controlla anche Dok Dall’Ava.
In fiera anche i prodotti della linea da forno di Dall’ava, con il marchio Maria Vittoria: in bella mostra i panettoni, un grande classico ormai del segmento bakery dell’azienda friulana, insieme anche alla linea foie gras della tradizione francese. 
‘Siamo pronti a ripartire con le fiere internazionali – conclude Dall’Ava – il mercato è di nuovo pronto, nonostante un rincaro delle materie prime che ha colpito anche il settore alimentare’.

Nella foto: lo staff al completo durante la manifestazione.