(Ti Lancio dal Belgio) Bruxelles 16 febbraio 2024 – La stagnazione economica di fine ’23 si è tradotta in un debole slancio a inizio ’24 e la Commissione europea ha rivisto al ribasso le stime sulla crescita nell’Eurozona e nell’Ue limandole di misura anche per l’Italia. L’attesa è però di una graduale accelerazione nel corso dell’anno, con una crescita poi più stabile nel ’25. E’ comunque possibile ed è “nostra responsabilità” realizzare “una crescita sostenuta e sostenibile”, ha sottolineato il commissario Ue per l’Economia Paolo Gentiloni (nella foto), avvertendo che “l’incertezza rimane eccezionalmente elevata” per le “prolungate tensioni geopolitiche” il “rischio di un ulteriore ampliamento della crisi in Medio Oriente”. L’Italia ha dati “nella media europea e quindi può aver fiducia” in una ripresa dell’attività, ma “è molto importante l’insieme di riforme e di investimenti del Pnrr”.
Nella zona euro l’attesa è dunque di un’economia in espansione dello 0,8% nel ’24 (dall’1,2% atteso in precedenza), dopo il +0,5% dello scorso anno e in crescita dell’1,2% nel ’25 (da +1,6%). Nell’Ue il Pil è atteso a +0,9% nel ’24 (da +1,3%) e a +1,7% nel ’25 (stima invariata). Per l’Italia la limatura è dal +0,8% indicato a novembre allo 0,7% per quest’anno, con un Pil che salirà poi dell’1,2% nel ’25 (confermato).
L’Italia farà peggio di Francia (+0,9%) e Spagna (+1,7%), ma meglio della Germania che salirà di un contenuto +0,3%, con un netto taglio delle stime precedenti (+0,8%). La contrazione in Germania nell’ultimo trimestre (-0,3%, dopo un Pil fermo per due trimestri) ha del resto determinato in gran parte la stagnazione dell’Eurozona, è emerso dall’analisi della Commissione. “Ha delle sfide strutturali” ma “può uscire dalla crisi negativa” del 2023, ha detto Gentiloni. “Ciascuno di noi deve affrontare anche i problemi” che ha “in casa” di “riforme e investimenti e non soltanto guardare all’andamento dei vicini, come ogni tanto è stato fatto a danno dell’Italia”, ha aggiunto il commissario.
La Gran Bretagna, si è appreso intanto oggi, è entrata in recessione tecnica nel quarto trimestre ’23, con una contrazione dello 0,3% negli ultimi tre mesi dell’anno, dopo il -0,1% segnato tra agosto e settembre.

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