(Ti Lancio dalla Lombardia) Milano 5 giugno 2024 – «Il voto per il Parlamento Europeo rappresenta un momento solenne per la vita dell’Unione Europea, nata dalle società civili libere. Ha avuto un percorso anche ripido e irto di pericoli, ma non di meno ha annoverato sin qui risultati considerevoli nella continuità della pace: dalla più vasta zona di libera circolazione al mondo, con lo spazio Schengen, alle strategie di politica monetaria in area euro della Bce nel 2021, dalle resilienze delle filiere globali sulle supply chain industriali alle innovazioni “frattali”».
L’avvocato e Consigliere Esperto del CNEL, Francesco Rotondi, si pone così d’innanzi all’imminente voto europeo dell’8 e 9 giugno, analizzandolo per le prospettive che vi sono connesse quanto a politiche del lavoro, della formazione scuola-lavoro e delle politiche a favore delle imprese.
Molte le proposte in campo per questa tornata, cui Rotondi guarda con attenzione considerando però che, anche a causa del ritmo elettorale, «tali proposte contengono parziali riferimenti a principi legali, interni o europei, e nella loro dimensione operativa possono risultare fuorvianti. Inoltre – considera – le proposte tendono ad esprimere una presunta realizzabilità». La checklist, comunque, «è infinita», afferma il Consigliere Esperto CNEL, tentando una sintesi: «Riduzione della burocrazia delle normative, incremento della formazione scuola-lavoro, detassazione delle aziende, welfare, lavoro, famiglia, donne, mamme, natalità, pensioni, immigrazione, piattaforme di selezione come Euraxess, università, accordi internazionali, il risparmio, le banche, gli accordi di cooperazione, le zone grigie dell’AI, il reddito di base…».
Per leggere questa messe di proposte e obiettivi, Francesco Rotondi da giuslavorista ricorda che «i giudizi si pesano con saggezza umana e professionale» e che «è necessaria competenza specialistica per ogni possibile proposta che sia formulata dalle candidature della rappresentanza politica». Convinto che «il diritto e con esso il diritto del lavoro siano materia vitale dell’umanità», Rotondi sostiene che «il progetto europeo presuppone che tutti siano al lavoro per un’evoluzione civica e la tutela e regolamentazione di un percorso verso un progresso armonioso, di mutua crescita, per un benessere coniugato al futuro elettivo». Un futuro che, sottolinea, deve essere «rigoroso nella gestione della complessità, avendo cura di principi di libertà, di cautela nella concessione di autonomia e mitigato dei rischi derivanti dagli squilibri che si potrebbero generare dalle diseguaglianze. Ponendosi in grado di rispondere di leges et iura…». Nondimeno Rotondi ricorda, accanto al ruolo delle «Commissioni Europee anche le due più recenti direttive della Commissione Europea per la responsabilità ESG, la CSRD (2022/2464) Corporate Sustainability Reporting Directive e la Direttiva sulla Due Diligence, la CS3D adottata dal Consiglio UE proprio il 24 maggio 2024, in materia di misure per la sostenibilità con obblighi e responsabilità per le grandi imprese, con effetti delle loro attività sul rispetto dei diritti umani e sulla protezione dell’ambiente.
L’Unione europea, dunque, come «disciplina e solidarismo, rispetto e sicurezza, dove il diritto è permanente punto di riferimento», conclude Rotondi».


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