(Ti Lancio dal Veneto)) Mestre (VE) 23 settembre 2024 – Gli stipendi al Sud sono più bassi del 35% rispetto al Nord Italia. Una percentuale che CGIA (su dati Istat) calcola sulla base del reddito medio di ogni territorio della penisola. Secondo il report, le città con gli stipendi più alti sono Milano, Bolzano, Parma, Bologna e Modena mentre si attestano agli ultimi posti della classifica Trapani (con una retribuzione media annua di 14.365 euro), Cosenza, Nuoro e Vibo Valentia. Nessuna sorpresa. Le città di Sud e Isole si aggiudicano sempre una posizione di spicco, nei report di questo tipo: di solito verso il fondo della pagina.
Sulle ragioni di questo divario, CGIA cita nel suo report un dislivello di produttività tra le aziende del Nord e Sud che si riflette inevitabilmente sugli stipendi dei dipendenti aziendali. In altre parole: il valore della produzione di un’azienda meridionale – secondo i dati raccolti – è inferiore al valore di quanto viene prodotto dalle aziende del nord. Il che significa, tra l’altro, profitti più bassi al Sud anche in condizioni di parità di fatturato.
Il valore della produzione (cioè il valore in euro dei beni e/o servizi prodotti da un’azienda) determina la produttività specifica di un dipendente. CGIA calcola che in Lombardia, in media, un’ora di lavoro produce un valore pari a 45,7 euro. In Calabria invece, regione che registra gli stipendi più bassi, la stessa ora di lavoro produce invece 29,7 euro. E attenzione: qui non c’entra la pigrizia dei lavoratori del Sud, luogo comune piuttosto diffuso purtroppo. La scarsa produttività dei dipendenti ha invece a che fare con le specifiche dell’azienda.


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