(Ti Lancio dalla Slovenia) Nova Gorica 22 maggio 2025 – «La Slovenia ha un’economia solida, un debito pubblico inferiore a quello italiano, ha avuto una crescita del Pil interessante ma ora, in quanto parte dell’Unione europea, guarda con la stessa attenzione e preoccupazione alle mosse che arrivano dalla presidenza Usa, nonostante sia la terra natia della first lady».
Dino Feragotto (nella foto), fondatore e presidente di Led Luks, l’azienda insediata a Šempeter pri Gorici in Slovenia e leader a livello internazionale nell’ambito dell’illuminotecnica, analizza così dal suo quartier generale sloveno la complessità geopolitica e geoeconomica del momento, che intreccia in una forma inedita politica ed economia.
Led Luks è di per suo una azienda già internazionalizzata, o meglio internazionale. Nata in Slovenia, poco al di là del confine italo-sloveno, abbraccia e trova enormi favori nella ricerca di giovane personale qualificato, di cui la Slovenia è ricca.
Feragotto punta in ogni caso alla internazionalizzazione oltre la Slovenia: «Necessario per crescere sono le operazioni di M&A. Per l’Europa nel suo complesso e, quindi, anche per ogni suo Stato membro, la partita che si apre sul medio e lungo periodo è quella di un progettualità industriale, economica e finanziaria che sia in grado di riequilibrare i flussi che compongono il Pil, dopo una lunga stagione che ha fatto dell’export la maggior leva di crescita», afferma l’imprenditore. La convinzione, cioè, è quella della «necessità di una rivitalizzazione del mercato interno europeo», per affrontare la grande volatilità e incertezza che scelte e prese di posizione improvvise e nuove possono generare sullo scacchiere internazionale.
Contemporaneamente, prosegue l’imprenditore che opera su piazze localizzate in diversi continenti, «occorre prestare attenzione ai nuovi baricentri che si vanno creando e che da tempo stavano maturando. Per certi versi le posizioni assunte dal presidente Usa Trump hanno fatto solo da detonatore rispetto a una condizione già incandescente e in movimento». Oltre alla Cina, che Feragotto continua a considerare baricentrica – «nonostante il tentativo dell’Occidente di riprendersi la leadership sul manifatturiero» -, l’imprenditore attira l’attenzione «sull’Arabia Saudita, che sta investendo capitali enormi con l’obiettivo di diventare capitale mondiale dell’intelligenza artificiale, oltreché entrare con risorse proprie in molte aziende hi-tech sparse in diversi luoghi del mondo». Non a caso, quindi, nella lettura di Feragotto, «anche Trump in questi giorni si è premurato di far visita a Riyad, portando a casa accordi miliardari su tecnologia e difesa».
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Resia)
INDUSTRIA. SLOVENIA. LED LUKS PUNTA SULLA INTERNAZIONALIZZAZIONE SPINTA, FERAGOTTO: ‘NASCIAMO IN SLOVENIA, IL MONDO INTERO E’ IL NOSTRO HUMUS DI CRESCITA


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