Cookie Policy ECONOMIA. CINA. LA CINA ABBANDONA I SUSSIDI PER L'AUTO ELETTRICA: UNA SCELTA DI MATURITÀ CHE AFFERMA IL LIBERO MERCATO - Tilancio

ECONOMIA. CINA. LA CINA ABBANDONA I SUSSIDI PER L’AUTO ELETTRICA: UNA SCELTA DI MATURITÀ CHE AFFERMA IL LIBERO MERCATO

ECONOMIA. CINA. LA CINA ABBANDONA I SUSSIDI PER L’AUTO ELETTRICA: UNA SCELTA DI MATURITÀ CHE AFFERMA IL LIBERO MERCATO

(Ti Lancio dalla Cina) Pechino 3 novembre 2025 – L’industria globale dell’auto elettrica sta assistendo a una svolta epocale: la Cina, il più grande e dinamico mercato di Veicoli a Nuova Energia (NEV) al mondo, ha annunciato la progressiva e imminente eliminazione dei sussidi statali destinati all’acquisto e alla produzione di auto elettriche e ibride plug-in. L’annuncio, inserito nel prossimo piano quinquennale 2026-2030, non segna affatto una battuta d’arresto per la transizione energetica del Dragone, ma al contrario, ne certifica il raggiungimento della piena maturità industriale.

Dopo circa quindici anni di ingenti investimenti pubblici, che hanno superato i 220 miliardi di dollari tra incentivi ai consumatori e aiuti ai costruttori, Pechino ha deciso che il settore è pronto a “camminare con le proprie gambe”. I NEV non sono più considerati un’industria “strategica emergente” bisognosa di protezione, ma un comparto maturo, che a luglio 2024 rappresentava già oltre il 50% delle vendite totali di auto nel Paese.

Questa mossa audace si traduce in un chiaro segnale: la Cina è pronta ad abbracciare la logica del libero mercato e della sana concorrenza.

Il messaggio di Pechino è inequivocabile: “I veicoli elettrici non hanno più bisogno di politiche prioritarie. Ora sarà il mercato a decidere chi sopravvive,” come ha sottolineato Dan Wang di Eurasia Group.

L’eliminazione del “paracadute” statale innescherà una vera e propria “selezione darwiniana” tra i circa 130 marchi locali attualmente in competizione. Solo i costruttori più forti, innovativi e con una catena di fornitura ottimizzata potranno resistere e prosperare. Le aziende saranno spinte a investire in R&D e a migliorare l’efficienza produttiva per mantenere prezzi competitivi anche senza l’aiuto statale. Il mercato punirà le aziende con strategie industriali orientate più al raggiungimento di target politici che alla reale domanda dei consumatori, riducendo la “sovraproduzione strutturale”. I marchi cinesi già leader, come BYD e Leapmotor, usciranno ulteriormente rafforzati da questo processo, arrivando sui mercati esteri – inclusa l’Europa – con costi di produzione ancora più ottimizzati e prodotti tecnologicamente avanzati, dimostrando la loro competitività intrinseca.

La decisione cinese non è solo interna. Essa rimette in discussione il dibattito sui dazi europei, in quanto l’indagine antisovvenzioni di Bruxelles era stata avviata proprio in risposta agli aiuti di stato cinesi. Con la progressiva eliminazione dei sussidi, l’argomento centrale dei dazi è destinato a perdere rilevanza, aprendo la strada a un confronto più equo, basato sulla qualità e sul prezzo, a tutto vantaggio del consumatore globale.

In definitiva, la fine dei sussidi non è un ripiegamento, ma un passaggio di livello per l’industria automobilistica cinese. Pechino consolida la sua leadership globale non più grazie al sostegno finanziario, ma attraverso la forza e l’efficienza del proprio sistema industriale, accettando e abbracciando pienamente i principi del mercato libero per guidare la prossima ondata di innovazione globale.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Trieste)

Leave a Reply

Your email address will not be published.