(Ti Lancio dal Belgio) Bruxelles 24 novembre 2025 – La nuova economia spaziale ha il suo epicentro nei dati, e l’Europa sta correndo un grave rischio di esclusione. È questo il monitor lanciato dall’European Space Policy Institute (ESPI) in un nuovo, incisivo rapporto che esorta i leader del continente ad adottare con urgenza una strategia coordinata per i data center spaziali (data center in orbita).
Le proiezioni dell’ESPI sono chiare: il settore globale dei servizi e delle infrastrutture per l’elaborazione dei dati nello spazio è destinato a una crescita esponenziale. Si stima che il mercato raggiungerà un valore colossale di 535 miliardi di euro entro il 2030.
Questa opportunità di sviluppo economico e tecnologico senza precedenti pone l’Europa davanti a un bivio: l’assenza di un piano unitario e finanziato rischiando di farla dovrebbero rimanere indietro rispetto ai concorrenti globali che stanno già investendo massicciamente in questo campo, in primis Stati Uniti e Cina.
La tendenza a spostare l’elaborazione dei dati lontano dalla Terra (edge computing spaziale) risponde a necessità tecnologiche cruciali per il futuro dell’osservazione terrestre e della sicurezza globale.
Trasmettendo a Terra solo le informazioni essenziali già elaborate, si ottimizzano le limitate risorse di banda e si incrementa significativamente la sicurezza dei dati sensibili, riducendo l’esposizione durante il transito.
L’ESPI conclude che, per non perdere l’opportunità da 535 miliardi e garantire l’autonomia strategica nell’accesso e nell’utilizzo dei dati spaziali, l’Europa deve agire immediatamente per costruire una catena del valore interna e competitiva.


Leave a Reply