(Ti Lancio dalla Sardegna) Cagliari 18 dicembre 2025 – La Sardegna vive una fase di profonda trasformazione, segnata dal lancio di un ambizioso piano per il turismo nautico, ma anche da criticità storiche che tornano a farsi sentire con forza in vista delle festività natalizie e da complessi bracci di ferro istituzionali con il governo centrale.
La giunta guidata da Alessandra Todde ha varato il nuovo Piano regionale della portualità turistica, un progetto strategico che punta a rivoluzionare l’offerta nautica sarda. Il piano prevede la creazione di 4.000 nuovi posti barca attraverso lo sviluppo di 13 nuove strutture portuali, garantendo la presenza di un approdo sicuro ogni 20 miglia nautiche.
“Il nostro obiettivo è un sistema integrato che consenta di navigare in sicurezza lungo tutta l’Isola,” ha dichiarato la presidente Todde. L’iniziativa non mira solo all’aumento della capacità ricettiva, ma a una pianificazione sostenibile che tuteli l’ambiente marino favorendo, al contempo, un turismo di alta qualità attivo tutto l’anno.
Mentre la regione pianifica il futuro via mare, il presente via aria si fa amaro per migliaia di viaggiatori. Adiconsum Sardegna ha lanciato un duro grido d’allarme sui prezzi dei biglietti aerei per il periodo natalizio, definendoli “fuori controllo” per i non residenti.
Sul fronte industriale e politico, resta alta la tensione sul caso della fabbrica di munizioni RWM di Domusnovas. La regione Sardegna ha scelto di non deliberare sull’ampliamento dello stabilimento entro il termine fissato dal TAR (16 dicembre), citando la mancanza di istruttorie complete sugli impatti ambientali e sanitari.
Questa “non decisione” apre ora la strada al commissariamento da parte del governo nazionale. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, si è detto pronto a intervenire per garantire la certezza del diritto e lo sviluppo industriale, definendo lo stallo regionale “insostenibile”. La vicenda riflette le profonde divisioni interne alla maggioranza regionale tra chi invoca lo sviluppo economico e chi si oppone alla produzione bellica.

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