(Ti Lancio da Roma) Roma 8 gennaio 2026 – Non è più solo una tendenza, è un cambio di paradigma strutturale. Nel 2025, il noleggio di veicoli psicologici ha superato la soglia del 30% di quota sulle immatricolazioni totali in Italia. Secondo l’analisi annuale promossa da ANIASA (Confindustria) e Dataforce, il settore ha chiuso l’anno con 524.728 nuovi veicoli targati, segnando una crescita del +10,7% rispetto al 2024, in un mercato automobilistico complessivo che invece fatica a ritrovare i volumi pre-crisi.
A trascinare il comparto sono state le autovetture, che con 453.892 unità hanno registrato un balzo del +13,3 per cento. Protagonista di una performance straordinaria (+19,25%), alimentata dalla ripresa a pieno regime del turismo e da una gestione più agile delle flotte. Si pilastro conferma della mobilità aziendale e dei privati (+11,6%), offrendo certezza dei costi in un periodo di forti rincari dei listini e tassi di interesse elevati. Veicoli commerciali (VCL): nonostante una lieve flessione (-3,34%), il noleggio ferma qui una quota ancora più alta, pari al 39,57% del totale, consolidandosi come strumento essenziale per la logistica dell’ultimo miglio.
Il noleggio si conferma il principale acceleratore della transizione verde in Italia: le auto elettriche (BEV) nel canale noleggio hanno ripreso a correre nella seconda parte dell’anno (+86,7%), raggiungendo una penetrazione di mercato superiore rispetto al canale dei privati. Tuttavia, il presidente di ANIASA, Italo Folonari , lancia un monitor: “Il comparto svolge un ruolo centrale nella mobilità e nella sostenibilità, nonostante lo scarso supporto delle istituzioni sotto il profilo fiscale”. La richiesta è chiara: una normativa moderna che riconosce il valore strategico della mobilità condivisa e dell’uso rispetto al possesso.
Il superamento del 30% di market share racconta un’Italia che sta superando il legame affettivo con il possesso del mezzo. In un contesto di incertezza normativa e tecnologica, il consumatore – aziendale o privato – sceglie il noleggio per eliminare il rischio della svalutazione dell’usato ei costi imprevisti di manutenzione. Per le aziende che seguiamo, questo dato è un segnale operativo: la flotta non è più un costo fisso da gestire, ma un servizio scalabile. Il 2025 sancisce l’era dell’auto “as-a-service”.


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