Cookie Policy TECNOLOGIA. CINA. SEMICONDUTTORI, PECHINO APRE A NVIDIA: VIA LIBERA AI CHIP H200 PER USO COMMERCIALE - Tilancio

TECNOLOGIA. CINA. SEMICONDUTTORI, PECHINO APRE A NVIDIA: VIA LIBERA AI CHIP H200 PER USO COMMERCIALE

TECNOLOGIA. CINA. SEMICONDUTTORI, PECHINO APRE A NVIDIA: VIA LIBERA AI CHIP H200 PER USO COMMERCIALE

(Ti Lancio dalla Cina) Pechino 9 gennaio 2026 – La Cina si appresta a concedere il via libera all’importazione dei chip H200 di Nvidia , il colosso statunitense leader nel settore dei semiconduttori. Secondo quanto riferito da Bloomberg, l’approvazione è attesa già entro questo trimestre, sebbene sarà limitata a un uso commerciale selezionato.

Questa mossa riflette una strategia di Pechino già osservata per altri colossi stranieri, come Apple e Micron Technology: bilanciare la necessità di tecnologie avanzate con rigidi protocolli di sicurezza nazionale.

Nonostante l’apertura, il governo cinese ha tracciato confini invalicabili per motivi di sicurezza. L’utilizzo del chip H200 resterà rigorosamente vietato nei seguenti ambiti: settore militare e forze armate; agenzia governativa sensibili; infrastrutture critiche nazionali; imprese statali strategiche.

L’interesse del settore privato cinese è massiccio. Giganti come Alibaba Group Holding e ByteDance hanno già manifestato l’intenzione di ordinare oltre 200.000 unità ciascuna del chip H200.

La Cina si conferma il più grande mercato mondiale per i semiconduttori. Secondo l’AD di Nvidia, Jensen Huang, il solo segmento dei chip dedicati all’intelligenza artificiale nel Paese asiatico potrebbe generare un volume d’affari di 50 miliardi di dollari nei prossimi anni.

Sebbene l’H200 appartenga a una vecchia generazione di processori, la sua esportazione rimane un tema delicato. L’amministrazione Trump ritiene che l’H200 possa essere esportato, mantenendo invece il divieto sui processori più avanzati per proteggere la sicurezza nazionale statunitense.
Durante il CES di Las Vegas, i vertici dell’azienda hanno confermato la forte domanda dal mercato cinese. Tuttavia, hanno precisato di non avere contatti diretti con il governo di Pechino e di essere ancora in attesa della definizione degli ultimi dettagli sulle licenze da parte di Washington.

L’operazione rappresenta un test fondamentale per la supply chain globale del tech, sospesa tra le necessità commerciali delle Big Tech cinesi e le restrizioni geopolitiche delle due superpotenze.

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