(Ti Lancio dalla Svizzera) Davos 21 gennaio 2026 – Il governatore della California scuote il Forum Economico Mondiale: “Basta inginocchiarsi davanti a Trump”. Mentre il Canada teme per la Groenlandia e l’ordine mondiale vacilla, Newsom invoca un’Unione Europea capace di “schiena dritta” e autonomia strategica.
Il Forum Economico Mondiale del 2026 non è più la passerella del globalismo sorridente, ma il palcoscenico di una realtà “brutale”, come l’ha definita il premier canadese Carney. In questo scenario di frammentazione, la voce più forte a difesa dei principi democratici arriva da oltreoceano: è quella di Gavin Newsom.
Il Governatore della California, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera a margine del summit, ha usato parole taglienti per descrivere l’attuale postura dei leader mondiali nei confronti di Donald Trump, tornato al potere con una forza d’urto che sta scardinando i rapporti transatlantici.
Newsom non usa diplomazia. La sua è una critica feroce alla “sottomissione” che vede serpeggiare nei corridoi del potere: “Avrei dovuto portare a Davos un mucchio di ginocchiere per i leader mondiali. Non sopporto questa complicità, la gente che si piega. È patetico e imbarazzante” ha dichiarato, riferendosi alla tendenza di molti governi a assecondare i desiderata della Casa Bianca nella speranza di non essere “divorati”.
Il governatore paragona Trump a un T-Rex: un predatore con cui non esiste mediazione possibile. “O ti allei con lui o ti divora. L’obiettivo è un mondo a sua immagine e somiglianza: è un narcisista che manipola le persone, prendendole per sceme”.
L’allarme di Newsom cade in un momento di massima tensione. Mentre a Davos è stata confermata l’assenza di Ursula von der Leyen e l’annullamento del bilaterale tra Trump e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, la notizia di un possibile intervento militare USA in Groenlandia — con la Danimarca e il Canada in stato di allerta artica — trasforma le preoccupazioni del governatore in una realtà geopolitica imminente.
Le parole di Newsom non sono solo un atto di solidarietà verso l’Europa, ma il manifesto di chi si prepara alla corsa per la Casa Bianca del 2028. Rappresentano la California che “resiste”, l’economia che non si piega ai dazi e alla visione protezionista di Trump, proponendo un modello di Umanesimo Civile contro il “bullismo” diplomatico.


Leave a Reply