Oltre 50 realtà industriali, che rappresentano il 44% del PIL italiano, si riuniscono al THE SQUARE di Bruxelles. Al centro del dibattito, il superamento dell’illusione della “sola economia” e la necessità di una politica industriale comune.
(Ti Lancio dal Belgio) Bruxelles 3 febbraio 2026 – Non è solo un incontro di networking, è un’operazione di diplomazia industrial quella di domani 4 febbraio. La seconda edizione del Connact Annual Meeting porta nel cuore delle istituzioni europee i rappresentanti di 1,7 milioni di imprese italiane, con l’obiettivo dichiarato di trasformare le istanze del tessuto produttivo in linee strategiche per l’Unione.
Mentre l’Europa affronta la transizione energetica e le nuove barriere protezionistiche globali, l’agenda di Connact si intreccia inevitabilmente con le riflessioni di Mario Draghi. Pur non essendo fisicamente presente a ogni tavolo tematico, il suo “Manifesto per la Competitività” è il vero convitato di pietra che guida il dialogo tra i decisori pubblici e privati.
Le recenti dichiarazioni di Draghi risuonano come un avvertimento per tutti i partecipanti ai 13 tavoli tematici di Connact (dall’Energia alla Difesa, dalla Circular Economy al Tech). Il messaggio dell’ex presidente della BCE è netto: l’illusione che un mercato da 450 milioni di consumatori portasse automaticamente potere geopolitico è evaporata. L’Europa deve ora dotarsi di strumenti di “potenza” reale: investimenti comuni e una spesa militare coordinata. In un contesto di tassi variabili e incertezza, Draghi ribadisce che la crescita si finanzia solo con il “debito buono”, quello che genera produttività e innovazione strategica. Esattamente ciò che le aziende presenti a Bruxelles chiedono oggi: regole che premino gli investimenti a lungo termine.
Per Connact, guidata dalla Fondazione Articolo 49, il 4 febbraio non è un punto di arrivo, ma di pressione. I protagonisti — dai giganti del food ai leader della meccanica di precisione — portano a Bruxelles una richiesta corale: prevedibilità.
Come sottolineato nei tavoli sulla Mobilità e Logistica e sull’Industry & Market, le imprese italiane non temono la transizione, ma l’incertezza normativa. La sfida è trasformare l’Europa da “spettatrice” dei conflitti tecnologici tra USA e Cina a partner alla pari.
Seguire Connact significa, per noi, documentare la nascita di una nuova consapevolezza. L’Italia, attraverso i suoi partner di eccellenza, sta dicendo a Bruxelles che la sovranità sul nostro futuro passa per la capacità di “fare sistema”. Se l’Europa vuole restare una democrazia rilevante, deve imparare a parlare la lingua dell’industria e della ricerca applicata, territori in cui l’Italia ha ancora molto da insegnare.


Leave a Reply