Cookie Policy ATTUALITA'. LAZIO. 25 APRILE, MATTARELLA ALZA IL TONO: "LA LIBERAZIONE È ANTIDOTO ALLA LEGGE DEL PIÙ FORTE. PACE NON È RESA" - Tilancio

ATTUALITA’. LAZIO. 25 APRILE, MATTARELLA ALZA IL TONO: “LA LIBERAZIONE È ANTIDOTO ALLA LEGGE DEL PIÙ FORTE. PACE NON È RESA”

ATTUALITA’. LAZIO. 25 APRILE, MATTARELLA ALZA IL TONO: “LA LIBERAZIONE È ANTIDOTO ALLA LEGGE DEL PIÙ FORTE. PACE NON È RESA”

(Ti Lancio da Roma) Roma 24 aprile 2026 – Un monito solenne che lega indissolubilmente la memoria storica del 1945 alle drammatiche sfide del presente. In occasione dell’81° anniversario della Liberazione, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha diffuso una nota dal Quirinale che ridefinisce il ruolo del 25 aprile nel contesto geopolitico attuale. L’appello del Colle è netto: il ricordo della fine del nazifascismo non deve essere una mera ritualità, ma un impegno attivo contro ogni forma di prevaricazione internazionale. Il Capo dello Stato ha sottolineato come la democrazia italiana sia nata dal sacrificio di chi si oppose alla “logica del dominio”. “La nostra libertà”, si legge nel documento, “fu conquistata contro chi pretendeva di imporre la legge del più forte”. Un passaggio, questo, interpretato dagli osservatori come un chiaro riferimento alle tentazioni autoritarie e ai conflitti che minacciano l’Europa e il mondo nel 2026. Secondo Mattarella, accettare la sopraffazione oggi significherebbe tradire i valori della Resistenza.  Il cuore del dispaccio presidenziale affronta il tema della pace, spesso strumentalizzato nel dibattito pubblico. Per il Colle, la pace non può essere confusa con la neutralità o, peggio, con l’indifferenza: “Non vi è pace senza libertà, né libertà senza giustizia. Il 25 aprile ci insegna che la vera pace si fonda sul riconoscimento dei diritti dei popoli e sul rifiuto di ogni aggressione che miri a ridisegnare i confini con la forza delle armi.”

Il presidente ha poi reso omaggio ai combattenti della libertà, definendoli i “costruttori della nostra dignità”. Il messaggio si conclude con un richiamo alla coesione nazionale: il 25 aprile deve essere la festa di tutti gli italiani che si riconoscono nei valori della Costituzione, una “carta nata dal sangue dei martiri” che ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli.

Ph credit: Quirinale

Leave a Reply

Your email address will not be published.