Dal 6 all’8 maggio ed il 14 maggio, la città della Ghirlandina ospita il Festival dello Sviluppo Sostenibile. Al centro del dibattito, il superamento dei modelli obsoleti e l’appello di Elena Salda: “Ascoltiamo i giovani per costruire le aziende di domani”
(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Modena 5 maggio 2026 – A poco più di quattro anni dalla scadenza dell’Agenda 2030, il tempo delle discussioni astratte è finito. Modena risponde alla chiamata di ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) diventando protagonista, il 6, 7, 8 e 14 maggio, della nona edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile. L’evento, coordinato dall’Associazione per la Responsabilità Sociale d’Impresa, trasforma il territorio in un laboratorio a cielo aperto dove imprese, istituzioni, università e cittadini si confrontano su un’unica, urgente priorità: rendere la sostenibilità una scelta culturale e politica concreta.
Il programma modenese non si limita alla questione ambientale, ma abbraccia le dimensioni economica e sociale. In un contesto segnato da criticità su disuguaglianze, denatalità e coesione sociale, il Festival si propone come uno spazio di riflessione su tecnologia, intelligenza artificiale e lavoro.
«Il Festival – sottolinea Elena Salda, presidente dell’Associazione per la Responsabilità Sociale d’Impresa – è un’occasione per tenere insieme la dimensione globale dell’Agenda 2030 e il livello locale delle scelte quotidiane. Sostenibilità significa uscire dall’individualismo e chiederci quale mondo stiamo costruendo per le giovani generazioni.»
Proprio il rapporto con i giovani è il fulcro del messaggio che la stessa Salda, in veste di CEO di Cms Spa, ha lanciato da Marano sul Panaro, cuore pulsante della Motor Valley. Con il 13% della forza lavoro della sua azienda composto da under 35, Salda delinea un “imperativo culturale” per la competitività globale: smettere di adattare i giovani a schemi obsoleti del XX secolo.“La sfida non è anagrafica, ma organizzativa,” dichiara Salda. “La Generazione Z ci chiede se siamo pronti a lavorare per obiettivi o se siamo ancora ancorati al controllo del cartellino. Per questi giovani, il valore del tempo non coincide con la presenza fisica, ma con l’efficacia del contributo.”
L’appello di Salda punta il dito anche contro i quadri normativi attuali, come il principio “Last In, First Out” (l’ultimo arrivato è il primo a uscire), che penalizza i nuovi talenti durante le crisi economiche. Un paradosso che soffoca l’innovazione proprio quando le imprese investono massicciamente in formazione.
In questo scenario, il Festival di Modena diventa il palcoscenico ideale per promuovere una svolta pragmatica. Le startup e le imprese del territorio racconteranno soluzioni già in atto, dimostrando che la “mentalità globale” e la “curiosità vitale” della Gen Z sono i veri motori per sopravvivere alla rivoluzione industriale in corso.
Nelle giornate del 6, 7, 8 e 14 maggio, Modena ospiterà tavole rotonde e incontri divulgativi per passare dallo “sguardo corto” del profitto immediato a una responsabilità più ampia.
«Siamo dalla parte giusta della storia quando rifiutiamo una visione limitata al presente», conclude Elena Salda. L’invito è chiaro: trasformare le fabbriche e le città in luoghi dove il futuro non viene solo atteso, ma attivamente costruito.


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